
Si parla d'Israele, si parla di arabi, si parla di uomini, donne, deserto e sentimenti. Un gruppo bandistico di Alessandria d'Egitto, splendidamente naif nella sua uniforme azzurro cielo, viene scodellato in un aeroporto in terra d'Israele. Non c'è nessuno ad attenderli, il direttore della banda è un uomo pratico, anche se di pronunzia non perfetta, chiede informazioni sui bus per raggiungere la località che li attende e ovviamente finisce in un non-luogo in mezzo al deserto, abitato da esseri che sembrano presi da una collezione di casi quasi umani. La musica, e la semplice lingua delle emozioni aiuteranno questi musicisti prestati alla polizia egiziana a entrare in relazioni più o meno profonde con gli abitanti del posto, che li ospitano per una notte, in attesa del bus che l'indomani li porterà alla giusta destinazione. La notte. Piena di chiaroscuri, di bagliori nostalgici, di quella forte sensazione che ti fa dire "una cosa del genere è successa anche a me". La pellicola è realizzata con affetto, senza chiasso inutile, con una fotografia che si staglia contro il deserto fisico, facendo risaltare il miliardo di mondi nascosti dentro ogni uomo.Sembra che non accada nulla, invece non è così. Allora, piazzatevi davanti al vostro televisore, accendete il dvd, tiratevi sopra una copertina di pile che aiuta, e viaggiate nel flashback emozionale. Il regista è Eran Kolirin , il film è del 2007 e si intitola La banda. A me è piaciuto ( ma sono di gusti facili).

Ecco, in effetti non ho raccontato di come si stia muovendo una certa quantità di lavoro intellettuale intorno a vado pazzo per le vacche. Il regista in pectore, che si chiama Tommaso Magnano, qualche tempo fa è entrato in una libreria di Bologna, ha visto la copertina di Fulminati, ne è stato come fulminato , ha letto i racconti ed ha deciso che vado pazzo per le vacche sarebbe stato il suo film d'esordio nel pittoresco e complicato mondo del cinema. Ha contattato il mio editore, poi in coincidenza di una mia gita a Bologna per motivi di lavoro ci siamo conosciuti. La cosa divertente è che Tommaso vede l'ambientazione del racconto, le facce dei personaggi, persino gli oggetti che verranno usati nella realizzazione del film, allo stesso modo in cui li vedo io. Nel frattempo si è aggiunto uno sceneggiatore, amico di Tommaso, lui si chiama Francesco Niccolai, ci siamo sentiti per telefono, scriverà la sceneggiatura , io proverò ad aiutarlo, anche perchè di sceneggiature non ne mastico, ma.
Fatto numero due. Vi invito a passare dalla home page di Blog & Nuvole, per visionare le tavole disegnate scaturite dai racconti brevi che hanno partecipato al concorso. Concorso al quale ho partecipato pure io, inviando un racconto brevissimo (cosmodromo, qui è stato esposto qualche tempo fa). Il racconto è stato poi selezionato per accedere alla fase successiva, ed un disegnatore di cartoon l'ha scelto per intepretarlo a modo suo. Lui si chiama Armin Barducci, e la storia disegnata spunterà tra qualche giorno sul Blog & Nuvole.
Ora c'è un team:
autore, regista e sceneggiatore.
Si parte.

La station wagon segue le curve della strada di collina. È
facile, basta seguire le indicazioni per la clinica, ha detto il
prossimamente al cinema?

Pioveva, una serata adatta per andare al cinema. Ripresa di stagione, coi soliti amici. "un musical? vuoi vedere mammamia? nooo, andiamo a vedere il film di woody allen, che sicuramente ne vale la pena". Le ultime parole famose. A parte la scelta, discutibile, di raccontare con voce fuori campo una serie di scene che per comprimere i tempi non sono state messe nel film (mio cattivo pensiero), la colonna sonora infarcita di musiche prese dalle compilation economiche di cafè del mar, il film è poco. Le cose migliori sono i dialoghi in spagnolo tra una allucinata Penelope Cruz e un polifemico Javier Bardem che in questa pellicola non sbatte mai le palpebre, sembra finto. E anche la bambolina del cine che mi è tanto piaciuta in altri film, Scarlet Johansson, mi pare che in questo film non reciti affatto. L'amore a tre, ma anche a quattro, a tre meno uno, a due più due... Ora non voglio dissuadervi, ma...

al post esca di ieri.
C'era un motivo, anzi c'era un sogno. Un sogno lisergico. Che prima, avevamo avuto una lunga discussione, i quattro del giovedì sera. Stasera scelgo io avevo detto. Ho percepito il brivido di terrore lungo le schiene di tutti. E la med-moglie: è un musical? non ci vengo.
Poi, però, due ore di vibrazioni positive, di emozioni. Si, di emozioni. Come pelle d'oca, orripilazione, liquido lacrimale dissipato non solo attraverso le narici ma anche lungo le valli del viso. Se dovessi dire se mi è piaciuto dovrei dire di no. Non mi è piaciuto. Di più . Sono, anzi siamo tutti caduti dentro il gorgo dello schermo, sprofondati nelle poltroncine, afferrati ai braccioli. Storie e musica, e la gioventù, e gli anni sessanta. Il grande sogno lisergico. E tutti i personaggi hanno nomi caduti scuotendo gli spartiti dei Beatles. E l'amicizia, e l'amore. Si, l'amore. Persino un lieto fine. Sto parlando di "across the universe", un film che-secondo me-dovreste andare a vedere. Io tornerò a rivederlo. Pace, amore, lotta per gli ideali, e le canzoni dei Beatles. Poi, fuori dal cinema, ho litigato con uno che mi aveva chiuso la macchina nel parcheggio, ma ero talmente permeato di pace universale che l'ho mandato a fanculo con amore.




Si vota qui il nuovo volto (e non solo) dell'agente 007. succede che mi sono rotto le balle di tutti i poveri pseudosostituti di Sean Connery e Roger Moore. Io propongo questi, e voi?
ps: ho cambiato le foto che a qualcuna (:-) erano sembrate osè...