


Si sa, esiste la sindrome da spogliatoio. Consiste in una drammatica riduzione dell'autostima quando, in palestra, ad allenamento terminato, i masculi vanno nello spogliatoio dei masculi e lì si denudano. E magari ci si guarda anche lì, proprio lì, per vedere se la propria dotazione di attrezzi è nella media. Spesso è sotto la media, ma bisogna anche considerare che col passare del tempo un pò s'atrofizza, tranne poi tornare ad essere efficace quando serve, ma questa è un'altra storia. Infatti non voglio parlare della sindrome da spogliatoio, e tuttosommato posso dire che non sono depresso, almeno non per questo motivo. Succede che mi sono accorto che i masculi, quelli giovani e ancora scalpitanti, hanno iniziato qualche anno fa un processo di depilazione progressiva. Praticamente, alcuni anni fa cominciarono con le gambe, ed io pensavo che in fondo, essendo ciclisti o triathleti, quei bravi ragazzi si depilavano le gambe per essere più aerodinamici (o idrodinamici). Poi, dopo qualche anno, i miei compagni di spogliatoio, seppure cresciuti di qualche anno ma sempre molto più giovani di me, si sono rasati il petto, le spalle e le ascelle. Vabbè, ho pensato io, evidentemente il torace villoso non va più di moda, e le giovani compagne dei miei giovani amici hanno chiesto ai loro masculi di deforestare la parte superiore del tronco. Però l'ultima evoluzione proprio non me l'aspettavo. Una massiccia defoliazione pure lì, si lì. Insomma, in quella zona del corpo che normalmente è contenuta dentro gli slip. Che quei due l'altro giorno mi sono sembrati due bambolotti porno-ken, e gliel'ho anche detto. In effetti, siccome quei due hanno il phisique du role, ho anche pensato che fossero stati arruolati nel giro del cinema hard-core. E gliel'ho chiesto. "alle nostre compagne piace così" hanno risposto prima l'uno e poi l'altro. E pensare che mi sono fatto crescere le basette.


"voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliemi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile"
Roberto Saviano
e subito sono arrivate le frasi di circostanza del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio. Purtroppo quelle frasi non hanno l'efficacia di un giubbotto antiproiettile o di una vettura blindata. Quelle frasi potranno servire per comporre i coccodrilli. Non capisco, non capisco perchè nonostante siano stati fatti nomi e cognomi, quella della Campania viene considerata zona franca, in cui lo stato può entrare solo con frasi di circostanza. Adesso ci vogliono i fatti. Perchè un'Italia senza Roberto Saviano è una nazione svuotata, in cui si può solamente sopravvivere e subire le arroganze di chi il potere lo ha preso con la pistola e di chi lo ha preso con il voto.




Una parte d’Italia non andrebbe mai a vedere un film dell’orrore. La stessa parte d’Italia ha paura della violenza, e si batte il petto nei riti domenicali. Proprio le stesse persone costituiscono l’audience, pare elevatissimo, di una delle più sanguinolente trasmissioni della rai. Mi riferisco a “Chi l’ha visto”.
Terminata la presunta funzione sociale, visto che chi scappa si porta dietro spesso il telefonino acceso, o fa sapere alla famiglia che non vuole rotte le palle, l’attenzione della graziosa giornalista che conduce la predetta trasmissione si è morbosamente indirizzata nel rivangare fino all’ossessione casi di scomparsa, di morte violenta, di eventi luttuosi avvenuti nel recente passato. La graziosa Federica si è fatta un chiodo fisso del caso dei due poveri fratellini spariti e ricomparsi, stecchiti, la settimana scorsa. Il fatto è stato analizzato, sviscerato, sezionato, sminuzzato con una pervicacia e un sadismo che ricordano le gesta del dottor Menghele. Questa gente mi fa orrore, secondo me, chi guarda “chi l’ha visto” è disturbato, ed ha pulsioni omicide e sadiche inconfessabili.
Lo stesso gusto dell’orrido, miscelato in bieca melassa alle convinzioni feticistico-religiose dell’italica plebe, è esploso vivacemente oggi, con la notizia, condita di squallidi dettagli, della notturna e segreta (ma non tanto) riesumazione della bara contenente le spoglie mortali di un povero frate cappuccino, eletto alla gloria della santità a furor di popolo. Un popolo credulone, totemico, che ha disseminato la nazione di sculture di orribile aspetto, circondate da ex-voto, fiori finti, buste trasparenti con reliquie e letterine di desideri.
Chissà perché-e se qualcuno lo sa me lo spieghi-questa operazione di bieca macelleria mediatica è stata fatta in piena campagna elettorale…

Durante la passeggiata a piedi di oggi pomeriggio (evento raro, non vado spesso in giro per negozi) ho imparato alcune cose. Ad esempio che un cappottino di plastica trasparente da donna, che avrà richiesto meno di un euro di materiale per essere prodotto, nella vetrina di un negozio da femmine ricche è diventato un trench antipioggia al modico prezzo di 375 euro. Mi sa che conviene aspettare gli sconti.
Poi, osservando la vetrina di una boutique specializzata in marchi famosi per piccoli modaioli, ho scoperto che quello era un negozio per figli di separati. Me lo ha detto la med-moglie, mimando anche in maniera esilarante la scena dell'acquisto di un completino chanel per fashion-baby minorenne. La faccenda si svolgerebbe così: la madre abbandonata telefona all'ex marito "tua figlia ha bisogno di un vestitino" dice lei, ci vediamo in centro da Xxxxxx domani alle 18. Il padre fuggitivo, ovviamente attanagliato da sensi di colpa e deficit di paternità inespressa si recherà fiducioso all'appuntamento. Sarà un pò meno fiducioso quando si accorgerà che "il vestitino" per la figlia costa circa mille euro, accessori compresi. Egli tenterà di di mercanteggiare con la ex-moglie e di convincere la picciridda che si può anche andare in qualche altro posto dove si può spendere di meno. Solforica, saettando fuori dalla bocca la lingua biforcuta, la ex moglie dirà " a' picciridda questo vuole, se non glielo compri potrebbero esserci gravi inconvenienti al suo sviluppo emotivo. Se quella buttana con cui te ne sei scappato ti chiedeva di comprarci gli stivali nuovi mica ti tiravi indietro". In effetti la scena trasferita in parole scritte non rende bene, però mi riprometto di segnalarla ad un mio amico cabarettista.
Sto distribuendo gli inviti per la presentazione del 9. Penso che riempiremo l'auditorium. A meno che le persone che ho incontrato anche oggi pomeriggio non mi abbiano detto "si, certo ci vediamo il 9 alle 21" solo per evitare che tentassi di convincerli. Lo scoprirò domenica prossima. Intanto lunedi proverò a mettere online l'intervista video ai fulminati della settimana scorsa.

Oggi ho rotto uno specchio enorme. Non mi spaventa il danno economico, e neanche sono superstizioso ma si accettano consigli.
Mi è stato detto di:
buttare pezzi di specchio in mare
spargere sale davanti la porta d'ingresso
e poi?


Trecento individui, per i quali il calendario della storia deve essersi bloccato agli anni ottanta, protestano contro il carcere duro ai brigatisti; complimenti.
I ragazzi cinesi, intervistati all'anniversario (il diciottesimo!) dei fatti di piazza tien-an-men dichiarano che della politica non gliene frega niente, vogliono solo diventare ricchi.
La cosa più importante per la quale valga la pena spendersi è fare un video col telefonino e metterlo su you tube, e poi vedere quanti altri coglioni lo guardano o lo scaricano.
Un bambino di sedici anni si prende una pallottola in testa dopo avere rapinato una pizzeria dell'incasso: dieci euro.
Una volenterosa squadra di giovani dilettanti del pallone delle lontane isole di faroer ridicolizza una stupida squadra di straviziati strapagati strafatti pseudoprofessionisti. A parole e coi giornalisti ben a portata di taccuino.
L'opposizione continua a dire cosa non è il governo prodi invece di proporre qualcosa: minchia, non hanno niente da proporre, speriamo che non vadano di nuovo al governo, sarebbe il festival delle teste senza idee.
Il governo prodi continua a dire che deve smantellare tutte le cazzate fatte dal governo precedente; minchia, non hanno niente da proporre, io una cosettina gliela suggerirei, quella di diminuire il carico fiscale dei lavoratori dipendenti, che a loro non ci pensa nessuno.
Il quattro giugno in Sicilia ancora piove, questo sì che è un fatto grave.

dovrebbe avere un programma del genere (votantonio! votantonio!)

non so, è come se mancasse qualcosa.
centoquarantotto messaggi di questo tipo nella mia casella principale. Gli spammer mi stanno antipatici, quelli giapponesi ancora di più. Grrrr.

La telefonata era stata singhiozzante ed incomprensibile. Colpa di wind, aveva risposto il mio interlocutore quando gli avevo detto che lo sentivo a tratti e brandelli.
Però aveva pronunciato il nome di una buona conoscenza comune, grazie ho pensato, grazie a te che ti interessi alla promozione del sottoscritto.
Ci vediamo sabato, sai dov’è la palestra Corpo Stellare? Si , si la conosco avevo risposto io. Abbiamo una sigla cantata da Peppe Baldo e Maria La Venera, sai chi sono no? I famosi presentatori, capisci, ci lanciano loro.
A sentire quei nomi che puzzavano di cadavere anche attraverso il cellulare io mi ero insospettito, ma continuavo ad ascoltare. E di che ti occupi tu, ci possiamo dare del tu vero? Io sono Pino Petrilli, mi conosci, vado spesso in tivvù, vedo pochissima tele avevo risposto io, comunque è un talksciòv aveva continuato lui, ti vedranno un sacco di persone, ah mi dice ora il mio colega qui, ma tu de che te ocupi? Io? Io mi occupo di scrittura. Si ma che scrittura? Ho scritto un libro. L’hai scritto tu? Allora porta stò libro che gli facciamo publicità.
Sono andato all’appuntamento, in qualche modo bisogna promuoversi, che se no l’editore brontola, e magari si vende anche qualche copia in più.
Ah non l’avevo riconosciuto, lei è lo scrittore? Meglio che si è dimenticato che al telefono ci siamo dati del tu, ho pensato io vedendo il bravo presentatore con cui avrei registrato l’intervista.
Una mezza pazza si è avvicinata, tu sei l’amico di xxxxxx, si ho detto io, ah bravo io sono la moglie del tastierista (e che me ne frega del tastierista ho pensato io), guarda qua la scaletta, ti toccano tre minuti, sei il primo. Va bene, così me ne vado subito ho pensato io. Ho pensato pure intervista culturale in tre minuti, pillole euchessina di letteratura.
Senta, me le prepari lei tre-quattro domande, così non ci incasiniamo al momento dell’intervista, ha detto il bravo presentatore, non mi incasino mai ho detto chiaro e forte affinché mi sentisse, io ci lavoro, con la parola scritta e parlata, stia tranquillo.
Nel frattempo un tizio dal sesso indefinibile e con un pronunciato strabismo schizoide stava cercando di sistemare dei pannelli sullo sfondo, con il nome della trasmissione scritto sopra, ma nonostante chili di nastro adesivo, gridolini e buona volontà, i pannelli restavano storti.
Ad un certo punto il tizio dal sesso indefinibile ha decretato che era storto il cavalletto della telecamera, ed ha tentato di raddrizzarla, però si è preso il cazziatone dell’operatore, un masculazzo grosso come un tir, che vedeva messa in grave pericolo l’integrità dell’attrezzatura. Allora vado a provare, ha detto il tizio dal sesso indefinibile, e si è messo a cantare sulla base che aveva portato lui, una voce insospettabile mi sono detto io, ma le canzoni facevano schifo, o forse sono io che non ne capisco di musica asessuale mi sono detto.
Poi sono arrivati i bambini. Nella scaletta c’era anche l’esibizione di un gruppo di bambini praticanti un tranquillo sport per niente violento, il full-contact.
Il bravo presentatore ha indottrinato i bambini su come dovevano fare per essere telegenici, simetria ce vole simetria ha detto ai piccoli lottatori marziali, corpiteve tre vorte ciascuno e guardate in camera mentre lo fate. L’istruttore di full contact ha bestemmiato ed ha abbandonato la sala, non se n’è accorto nessuno, neanche i bambini, ai quali puzzavano inequivocabilmente i piedi.
E certo, uno sport che si fa a piedi nudi, poi se non te li lavi, quelli poveretti, puzzano.
Intanto io mi sono seduto, a guardarmi tutto il movimento della preparazione del circo, pardon del talksciovv, ed ho anche preparato le domande che volevo che il bravo presentatore mi facesse.
La mezza pazza ogni tanto veniva a controllare che fossi ancora lì e poi mi ha detto sta venendo la psicologa dello sport, la conosce, fa un sacco di tv pure lei. Con la mia solita faccia di merda le ho chiesto che marca di tv producesse la pissicologa dello sport, ma la mezza pazza non ha capito.
E’ entrata nella sala della palestra, dove tutti tranne me erano sudati per il gran daffare nel creare il niente, la pissicologa dello sport, e mi sono detto ma guarda pure qua viene a battere il palcoscenico questa qui. Siccome al bravo presentatore al vederla gli si sono accelerati tutti gli ormoni è subito andato a salutarla, e quando le ha chiesto che domande voleva che le facesse quella ha detto faccia tutte le domande che vuole, tanto io parlo di pissicologia applicata allo sport.
Poi lei gli ha detto con un sospiro pornografico che aveva tanta ma tanta voglia di fare televisione, e si è capito subito che il bravo presentatore aveva tanta ma tanta voglia di farsi quella che aveva tanta voglia di fare televisione, e infatti le ha detto cara appena finiamo la registrazione fermati pure che parliamo, anzi io parto domani che fai stasera a cena. Mi veniva troppo da ridere e così ho fatto finta di non avere sentito il loro colloquio erotico, ed ho risposto ad una bambina, figlia di non so chi, che mi stava chiedendo da mezzora di chi era il libro che avevo in mano. Il libro è mio le ho risposto, ma non c’è il nome scritto dentro e nemmeno che classe fai tu mi ha detto lei. Logica fulminante. Allora le ho spiegato che il libro lo avevo scritto io e quella senza scoraggiarsi mi ha tirato un altro calcio sotto la cintura dicendomi ma come lo hai scritto tu e i numeri sulle pagine e tutte queste parole scritte a stampatello ma che hai una penna speciale per scriverle e la copertina te l’ha fatta la maestra col collage e poi l’hai incollata tu?
Non ho avuto il coraggio di mentirle ancora e le ho detto, per farle mollare la presa, che il libro l’avevo comprato in libreria. E’ parsa tranquillizzarsi e se n’è andata da qualche altra parte.
Intanto la pissicologa dello sport si è venuta a sedere vicino a me e mi sono accorto che aveva le mutande bianche, e che forse quel brandello di jeans che aveva messo sopra era di qualche misura più piccolo del necessario, oppure era una minigonna ascellare. Forse la seconda, oltretutto guardandola meglio mentre anche lei mi chiedeva se il libro che avevo in mano l’avevo fatto io mi sono accorto che aveva una magliettina probabilmente rubata alla sorellina più piccola e le sue povere tette della quinta misura la stavano strappando per quanto ci stavano strette, nella t-shirt pediatrica nera. Si il libro l’ho scritto io e che genere di libro è ha detto lei, sono racconti brevi ho risposto, minchia bellissimo ha detto la pissicologa dello sport, non li sopporto i libri che si devono leggere tutti, del tuo libro se ne legge un racconto quando se ne ha voglia, stavo per dirle quando vai al bagno per fare la cacca ma mi sono trattenuto che se solo la poverina aveva qualche difficoltà se lo poteva leggere tutto e allora non l’avrebbe sopportato.
Forse pensava anche che facendomi vedere che le mutandine erano bianche le avrei regalato il libro che lo stava carezzando e rigirando da un pezzo ma io sono materialista e mi sono ripreso il libro oltretutto dovevo parlarne durante l’intervista del bravo presentatore che l’aveva invitata a cena.
Cominciamo cominciamo hanno detto tutti ad un certo punto, e il bravo presentatore ha provato alcuni movimenti per incontrare il bravo scrittore davanti all’occhio obiettivo della telecamera ma non ne funzionava nessuno allora gli ho detto all’orecchio senta lei si fa la sua introduzione dopo io mi alzo le vengo incontro ci salutiamo e ci andiamo a sedere lì a quel tavolino, mi pare più naturale che gliene sembra e lui ha detto bravo perfetto va bene facciamo così.
Ha svalangato cazzate a profusione durante la presentazione del programma che stava iniziando incartandosi sul fatto che alle nove della sera le casalinghe romane che vedevano quel determinato canale satellitare si sarebbero divertite un casino con la cultura e con lo sport e lo spettacolo, e il tastierista marito della mezza pazza gli ha gridato ahò pino ma che cazzo stai a ddì che alle nove di sera del sabato c’è la partita in diretta e non lo dire più care amiche che sono le nove di sera dici care amiche e basta. Al bravo presentatore gli si sono avvampate le orecchie, rifacciamola allora ha detto.

Rossi, Pininfarina, Andreotti, Turigliatto...