medicineman

una finestra, una botola, un periscopio, uno sguardo.

Chi sono

Utente: Medicineman

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

*loading* Sguardi
suggerimento interessato!

ospitalità familiare a Palermo
domenica, 06 dicembre 2009

no b day, no c day e no t day



 



che mr. B non mi sia simpatico, lo sanno pure i miei gatti. Ecco perchè da un pò di tempo evito di citarlo.

Anzi se cominciassimo a dimenticarcene tutti, calerebbe una specie di sipario (o sudario) mediatico. Invece no, il parlapartito parademocratico non perde occasione per nominarlo, l'antipatico mr. B. E basta, invecchierà pure lui, e già si vede, che buchi in faccia che ha.
postato da: Medicineman alle ore 17:12 | link | commenti
categorie: strange people, antipatia, belle facce
venerdì, 20 marzo 2009

no, no, si!

BrunettaFunzionePubblicapapa


 


 


 


 


 


 


condom

lunedì, 22 dicembre 2008

il lancio dell'anno


e vaffanculo sia a giorgino watercloset cespuglio


sia a quel vecchio maniaco di babbonatale.

postato da: Medicineman alle ore 21:41 | link | commenti (4)
categorie: visioni, storie, strange people, crash, antipatia, fulminati
domenica, 12 ottobre 2008

the show must go on




Uno di famiglia, dopo avere organizzato il funerale di mio padre, di mio nonno e dello zio giovane, lo posso considerare quasi uno di famiglia. Assomiglia a Clint Eastwood, quando aveva gli occhi a fessura e teneva una paglia tra le labbra, è anche parecchio più giovane di me, per cui ha buone possibilità di organizzare anche il mio. In fondo, come Clint, questo funeral manager, è un bravo cow boy de noantri.

Un pazzo neonazista, dopo aver progettato l'eliminazione fisica delle minoranze etniche, e dopo aver terrorizzato gli austriaci per bene (ne conosco qualcuno) ha deciso di autoeliminarsi schiantandosi con la berlinona di rappresentanza, che guidava dopo una notte brava, in un night-club. Evidentemente si era fatto contagiare dal mitico Silvio, ma non c'aveva il fisico.

Dopo che l'hanno arrestato, un topastro d'auto a Palermo, e gli hanno perquisito lo scooter con cui si recava al lavoro, è saltata fuori una copia della Divina Commedia. Ha dichiarato di essere stato affascinato dalla lettura televisiva di Benigni. Meglio per lui, al fresco potrà leggersi anche Purgatorio e Paradiso.

C'è una ragazza che vorrebbe morire ma non può. L'invincibile armada ecclesiastica si barrica dietro gli alti torrioni della morale: morirai solo quando il padreterno lo deciderà. Intanto il suo corpo fa prove tecniche di trapasso, povera lei, condannata alla vita.

Buona domenica, almeno spero.
lunedì, 15 settembre 2008

ben lubrificato





I MIRACOLI DI SANTO SILVIO


Il primo miracolo fu il lodo Alfano, tramite il quale ha stabilito per legge che non può più essere processato o condannato per nessun motivo.

Poi, Santo Silvio andò dall’amico Gheddafi, regalandogli cinque miliardi di euro (ci si comprano cinque alitalie con quei soldi) in cambio della fine degli sbarchi in Sicilia: i fatti di oggi provano che purtroppo il miracolo è leggermente difettoso.

L’Operazione Alitalia: chiamiamola così. L’Alitalia è (o era) una azienda statale, compagnia di bandiera in cui per una serie di meccanismi perversi, i manager che la hanno affondata hanno beccato liquidazioni miliardarie, in cui i fornitori di cocacola o biscottini sono stati capaci di vendere a prezzi fino a cinquanta volte il prezzo di mercato, compagnia di bandiera che nel bene e nel male ha assicurato i collegamenti lungo la nostra tormentata penisola e con il resto del mondo, riuscendo anche a trasportare milioni di turisti a scoprire quel che ancora resta dell’Italia.

Arrivato al potere, Santo Silvio decide di sdebitarsi con i Furbetti della Cordata, e decide di vendere la compagnia statale. Però compie un miracolo: i debiti resteranno allo stato, e verranno succhiati dalle tasche dei contribuenti. Ricordatevela questa parola: contribuenti. Che bisogna stare attenti a pensare che il debito pubblico derivante dal Miracolo Alitalia si riversi sulle spalle di tutti gli italiani: giammai! Verranno inculati solo quelli che le tasse le pagano, cioè i lavoratori dipendenti.

Dicevamo che i debiti li pagherò io e tutti quelli che le tasse le vedono sparire direttamente alla fonte, in busta paga, mentre la Parte Buona di Alitalia viene regalata ai Furbetti della Cordata.

Costoro però vogliono solo il malloppo, e non possono permettersi di pagare stipendi ai dipendenti e così dicono loro: i vostri stipendi sono fuori dal mercato (falso), non vogliamo pagarli, per cui se volete starci, voi che avete causato la crisi dell’azienda, voi sporchi lavoratori, dovete assoggettarvi ad un taglio minimo dello stipendio del venti per cento. Aspetta aspetta, ma non abbiamo detto che l’azienda era gestita male da manager nominati dalla politica? E che c’entrano i lavoratori?

C’entrano, e sono sicuramente agitatori e comunisti, che ostacolano il salvataggio della compagnia,

Così il fido Fantozzi minaccia: tra ventiquattrore tutti a terra per colpa dei sindacati. Aboliamoli, stì sindacati, e torniamo al Fascio dei Lavoratori; come? Persino Gianfranchino Fini ha abiurato? Fa niente, ci sono altri validi mentòri del periodo.

Quindi, il miracolo di Santo Silvio consiste nell’apparire il salvatore con la collaborazione dei Furbetti della Cordata.

Asino chi ci crede. Tutti asini.

A proposito di asini; tutti così li vuole i nostri figli, nostro Signore delle Emittenze, Santo Silvio da Arcore, tramite la mediazione della sua ministressa Gelmini: riduzione del numero delle ore scolastiche, che a scuola i bambini si annoiano e non hanno tempo di vedere tanta buona televisione da cui venire simpaticamente educati al Cafonismo Nazionale ed al Consumismo di Marca Obbligatorio. Non basta ridurre le ore? Ma sì, ragazzi miei, tagliamo anche un anno delle superiori! Basta con questi noiosi anni di scuola, il Paese ha bisogno di manodopera ignorante e manovrabile, lo studio e la cultura fanno male, anzi malissimo. Perché il più grande pericolo che corre chi ha studiato e riesce ancora a fare funzionare il cervello è che si accorga che il piffero suonato da Santo Silvio da Arcore è taroccato, e a poco a poco si trasformerà in un lubrificato fallo da piantare nel culo del contribuente (per chi non se lo ricordasse, il contribuente è quello che paga le tasse, non quello che le evade: chi le evade manderà i figliuoli alle scuole private, nelle università a  pagamento e otterrà il diritto di far parte della nuova classe dirigente, poveri noi). Tengo a precisare che questo genere di divertimento sessuale non mi divertirebbe per niente.

 

This is the end, beautiful friend

This is the end, my only friend

The end of our elaborate plans

The end of ev'rything that stands

The end

No safety or surprise

The end

I'll never look into your eyes again

(jim Morrison)

postato da: Medicineman alle ore 18:56 | link | commenti (7)
categorie: opinioni, futuro, crash, antipatia, fatti ed eventi, belle facce
giovedì, 05 giugno 2008

gomorra forse

Lo so. Lo so che adesso molti di quelli che passano di qui per caso, e non solo loro, diranno "uh che reazionario, che incivile, ma l'ha letto il libro ma l'ha visto il film?" Il libro l'ho letto, non è un romanzo di quelli che piacciono a me ma l'ho letto, e ho imparato. Poi, qualche sera fa, sono andato a vederlo, il film. Ho avuto difficoltà a prendere sonno, il montaggio isterico e la fotografia lisergica non aiutavano di certo ad addormentarsi. Però lo devo dire, e poi discutiamone. Ora mi levo questo peso dallo stomaco. L'idea che mi ha perseguitato, dopo avere visto Gomorra l'altra sera, è che non ci sia più niente da fare, laggiù in Campania. Proprio niente, tranne che seppellire tutto di monnezza e cemento, abitanti inclusi.  Basta del resto guardare i telegiornali, o andarci di persona come ogni tanto mi capita. Nessuno usa il casco se scorrazza in moto, nessuno rispetta le regole del vivere civile, ognuno si inventa regole a suo comodo e convenienza e usa le armi per farle rispettare. Dove sono i rappresentanti dello stato? E  che fanno? E la società civile che si nasconde al buio degli appartamenti all'ultimo piano dei palazzi vista mare ha convenientemente deciso che ormai non c'è più niente da fare? O forse non ho capito niente, discutiamone allora. Niente slogan please.

domenica, 04 maggio 2008

antipatico



l'81 per cento degli italiani, stando ad un recente sondaggio, ritiene che gli zingari siano antipatici, in onorevole compagnia degli albanesi.
Io riproporrei il sondaggio, chiedendo però: "se gli zingari fossero disposti ad adattarsi agli usi e costumi delle città in cui vanno a soggiornare, vi starebbero antipatici lo stesso?"
Aggiungerei un bel dilemma di antipatia: è più antipatico il figlio di gheddafi o calderoli?
In linea di massima direi che i figli di papà che non si fanno i cazzi loro sono antipatici, ma i procioni etilici che si spogliano per fare vedere la maglietta della salute in tv non scherzano neanche loro.
venerdì, 11 gennaio 2008

aeroportuale di gennaio







Poco prima di teletrasportarmi in aeroporto (strano, la sirenetta che in azienda prenota sempre voli ad orari da panettiere questa volta mi aveva consentito una comoda partenza da homo spensieratus, ma c'era la fregatura) ero andato ad ispezionare un box condominiale che si sta liberando.
Desidero bramosamente entrarne in possesso, ma so che sarà difficile. Dentro il piccolo locale da ventimetriquadrati, abbandonato su uno scaffale metallico, il plastico di un trenino. L'ultimo inquilino, che ancora precariamente barcollando sopravvive, non aveva figli maschi. Quindi il plastico era proprio suo, del ragioniere L. Come lo conobbi e come diventammo amici, in un momento tragicissimo, non ve lo racconto, però fu una di quelle crude azioni che diventano buonissime, perchè nessuno in certi casi ha il coraggio di dire, a chi lo vuole sapere, come andranno veramente le cose.
Arrivato in aeroporto, dopo avere rimuginato la disposizione dei miei oggetti in quel box, ho rapidamente fatto il check-in, dovendo miseramente consegnare al tubo digestivo dei bagagli da imbarcare il mio trolley nuovo nuovo, perchè a detta della signorina del banco era troppo pesante. "ma troppo pesante quanto?" ho provato a dire io "circa un chilo, ma la cabina è piena non insista" ha tagliato secco lei. Vabbè, avrò le mani libere, ho pensato.
Nel frattempo, la nebbia mattutina di Fiumicino aveva causato il ritardato arrivo dell'aeromobile su Palermo, per cui mi sono attrezzato a settanta minuti circa di ritardo.
C'erano un sacco di orientali in partenza per Bologna (chissà che giro, palermo-bologna), ad un certo punto si è appropinquata una tipa dall'aria abbastanza snob con un pechinese al traino, I giapponesi (non sono sicuro, non capisco bene i dialetti) si sono immediatamente attivati, generando un brusio degno di un migliaio di tamagochi pigolanti, Il cane si è piantato, pancia a terra, e non voleva saperne di rimettersi a camminare, Si è fatto guardare anche sotto la coda e dietro le orecchie dai curiosissimi tipi dagli occhi a mandorla, anche quando la griffata padrona, abbandonando il bon ton si è messa a imprecare in siculo stretto in direzione del quadrupede, che se n'è fottuto altamente. Quella si è dovuta abbassare-orrore!-a prendere in braccio l'animale, che si è messo a piangere. Sentirli allontanare, lei che smadonnava e lui che guaiva disperato (forse sentiva il grido forte del dna del suo paese d'origine?) è stato uno spettacolo istruttivo.
Una bambina bionda coi boccoli pneumatici ha piantato un casino terrificante al padre perchè lui assolutamente doveva consegnarle il cellulare "devo mandare un messaggio all'asilo, che mi devono aspettare" ha detto lei; siccome il padre non ne voleva sapere, perchè lumava un piccolo branco di ventenni scollacciate la bambina ha fatto scoppiare il vero bordello, sparpagliando per tutto il primo piano del "falcone-borsellino" il contenuto del suo zainetto: che era piccolo piccolo, ma pieno di un numero impressionante di cose piccole piccole. Alla fine lei ha digitato un sms (ma a tre anni i picciriddi sanno leggere?) mentre il padre raccoglieva le cose piccole piccole. Le ventenni osservavano con sussiego.
Uno, abbigliato come un manager di provincia, tipo rappresentante di trattori, aveva nel cellulare una suoneria formula uno, giro veloce e passaggio ai box. I suoi ruspanti colleghi gliela facevano suonare sempre, finchè quello ha detto "picciotti c'aviti rutti i cugghiuna, ora l'astuto" (traduzione: amici, mi state provocando un attacco acuto di gonadoclastia, adesso spengo l'apparecchio). Però non l'astutò, ed ha continuato a fare wroooom wooom zaung zaung zaung cri scriii screeek woooooo fino a che non hanno chiamato (abbiate pietà di noi) il suo volo.
Dicevo che non mi hanno fatto imbarcare il trolley nuovo nuovo misura cabina, ma quella che era in fila dietro di me, una finta giovane finta cantante rock che aveva chitarra nella custodia, uno zainetto davanti, uno zainetto di dietro, un vassoio di cannoli  (ah, il cannolo viaggiante, che strazio) e la borsa del computer l'avevano fatta passare, forse aveva minacciato la signora del check-in che si metteva a cantare mangiando i cannoli e digitando al computer seduta sugli zainetti. Le faranno mettere tutto in stiva, arrivata alla scaletta dell'aereo, ho pensato. Il seguito prova che avevo torto.
Quando finalmente hanno chiamato il volo, la tizia  della compagnia aerea xxxxxxxxx che ha staccato il pezzo della carta d'imbarco per conservarselo indossava la divisa in maniera sadomaso direi, strizzatissima che pensavo non potesse nemmeno respirare, tacco da serial killer, gonna constrictor, trucco appaltato ad un'impresa edile. Appena è stato il mio turno, le ho porto da prudente distanza il biglietto, lei ha detto "fà vedere il documento", con una posa tale che ho avuto la sensazione di sentirmi entrare la sua lingua in bocca. Solo la sensazione, mi basta, magari me la mordeva pure.
All'arrivo a Bologna, la finta giovane cantante rock vestita in stile post-atomico, ha sibilato agli inermi passeggeri in bovina attesa di essere evacuati dall'intestino dell'aereo fatemi prendere la mia chitarra dopodichè ha colpito alla testa una ventina di vittime, a me per fortuna non mi pigliò.
Durante i tre giorni modenesi in cui ci hanno guastato l'inizio dell'anno con una serie di notizie di difficile esegesi, ho capito che le cose stanno cambiando velocemente, e che la mia rapidità di comprendonio sta diminuendo, devo adottare dei correttivi. Certo, dovrei provare a fare correre di più i neuroni, ma quelli mi hanno avvisato, più di trotterellare non se ne parla.
postato da: Medicineman alle ore 15:54 | link | commenti (14)
categorie: storie, strange people, antipatia, proprio io, aeroportuale
giovedì, 29 novembre 2007

taxman

One, two, three, four...
Hrmm!
One, two, (one, two, three, four!)

Let me tell you how it will be;
There's one for you, nineteen for me.
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.

Should five per cent appear too small,
Be thankful I don't take it all.
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.

(if you drive a car, car;) - I’ll tax the street;
(if you try to sit, sit;) - I’ll tax your seat;
(if you get too cold, cold;) - I’ll tax the heat;
(if you take a walk, walk;) - I'll tax your feet.

Taxman!

'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.

Don't ask me what I want it for, (ah-ah, mister Wilson)
If you don't want to pay some more. (ah-ah, mister heath)
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.

Now my advice for those who die, (taxman)
Declare the pennies on your eyes. (taxman)
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.

And you're working for no one but me.

Taxman!
(grazie, beatles)

e la domanda è: il tassista è fascista? qualunquista? opportunista?

postato da: Medicineman alle ore 16:55 | link | commenti (6)
categorie: antipatia
giovedì, 15 novembre 2007

una struggente nostalgia

trash tv













Provate a chiedere ad un minorenne cosa gli viene in mente ascoltando questa minima frase: una struggente nostalgia.
Probabilmente, la maggior parte vi risponderà che si tratta di una marca di jeans, o del nuovo pub con lap dance annessa.
Provo a chiedere-virtualmente-al giornalista (anzi ai giornalisti) che si sono tanto scandalizzati del fatto che alcuni minorenni hanno messo su youtube e su altri siti le immagini, girate col cellulare, della compagna di classe schiacciata dall'autobus, morta, cosa sull'asfalto di Modena.
Caro giornalista, che cazzo ti scandalizzi. I ragazzi basano i loro comportamenti sull'imitazione: e magari li avessero, degli adulti intorno da imitare. Invece sono abbandonati a loro stessi, vittime della televisione che gli lava i neuroni con reality e irreality, con buttane e machi, con plebe ululante e ingellata dalla testa ai piedi, firmati a suon di euri dalle mutande in su.
Caro giornalista, comincia pure tu ad evitare di enfatizzare l'omicidio, lo stupro, l'infanticidio, la loro minuziosa descrizione che fa dei protagonisti eroi mediatici, e delle vittime solo delle cose, cose di carne tritata insanguinata. Cose, senza voce, senza corteo di avvocati benvestiti e benpensanti che gracchiano la loro verità.
Vorrei che ancora qualcuno ricordasse cosa è una struggente nostalgia.
postato da: Medicineman alle ore 15:26 | link | commenti (10)
categorie: media, strange people, antipatia, fatti ed eventi
giovedì, 31 maggio 2007

taxi taxi

 

 Onestamente, i tassisti non mi fanno grande simpatia; sarà anche un mio difetto personale, ma la sensazione  è di essere permanentemente preso per il culo mentre utilizzo i loro servizi. E quindi quando i simpatici conduttori di autopubblica scioperano e fanno bordello contro il governo e contro i clienti, che restano comunque a piedi, mi fanno ancora meno simpatia. Tutti quelli che poi si sentono impunemente nel diritto insormontabile di vendere una licenza o una concessione, o di lasciarla in eredità, me ne fanno ancora meno. Invece di rompere i coglioni, che il mondo si deve modernizzare, pensino piuttosto a dotarsi di mezzi più puliti ed efficienti: non è ammissibile che ci siano cosiddetti taxisti che vanno ancora in giro con automobili di quindici anni fa tenute insieme dal fildiferro "va benissimo dottò, scusi il sedile sfonnato ma cò tutti sti ciccioni che prendo a bordo le molle hanno un pò ceduto". Non è ammissibile che la tariffa sia da concordare con la sibilla cumana piuttosto che col tassametro, e se c'è traffico "ahh la luna nera", non si sa quanto si spenderà. Uffa, ora i tassisti mi tratteranno ancora peggio.

postato da: Medicineman alle ore 18:29 | link | commenti (4)
categorie: mah , antipatia, fatti ed eventi, proprio io
venerdì, 18 maggio 2007

forse no

Me lo sto chiedendo da un pò. Non mi riconosco in quello che dicono e in quello che poi-contrariamente a quello che dicono-invece fanno. E divento intollerante. E mi incazzo. Vorrei evadere anch'io il fisco, ma è impossibile, sono un lavoratore dipendente, uno di quei coglioni che, subendo il prelievo alla fonte, pagano anche per quei furbacchioni che dichiarano diecimila euro di reddito e vanno in giro con la macchinona tedesca intestata alla società e si sollazzano sulla barca presa a leasing a nome della suocera. E poi non mi va più di essere compassionevole con i poveri immigrati che, poverini, hanno pagato cinque o diecimila dollari per venire traghettati in Italia. Ma dico,  tutti quei soldi non potevano investirli diversamente? E sarò strano, ma non sopporto più i rom che scacazzano ovunque e strappano le piante e piagnucolano ai semafori, e se poi li incontri in autogrill mentre si trasferiscono sono belli tirati a lucido che ridono e spendono e si sentono inafferrabili. E forse non sono più di sinistra neanche io? E pensare che la carriera dei politici dovrebbe terminare a cinquant'anni è qualunquismo? E detestare questo reality di bassa lega che è diventata la politica televisiva, dove non si va a dire cosa si può fare e cosa si farà per il bene dei cittadini e della nazione, ma solo a sputtanare l'avversario di turno, e a dire che, quando c'erano loro nei cinque anni passati era tutto sbagliato e quindi prima si smantellano le opere fatte dal centrox e si fa la legge contro il conflitto di interessi contro un vecchio, che bene che gliela mandi l'ingegneria cellulare, altri cinque anni e fonde il cervello. Sì, forse non sono più di sinistra. O forse la sinistra non esiste più; o forse continua a pensare che la nazione è piena di proletari infarciti di rabbia sociale,e che tutto quello che sia benessere debba essere additato come orrendo segno di imperialismo. O forse no.

postato da: Medicineman alle ore 16:26 | link | commenti (19)
categorie: opinioni, antipatia, fatti ed eventi, proprio io
sabato, 14 aprile 2007

ottanta

Un signore, capo di un piccolo stato molto elitario, compie ottantanni. Questo signore, come da tradizione, pretende di continuare a dirci cosa dobbiamo fare, come dobbiamo farlo, cosa è giusto e cosa è sbagliato, e a garantirci una comoda vita ultraterrena se facciamo tutto quello che dice lui.
La buona notizia è che compie ottantanni, quindi si può sempre sperare che madre natura si ricordi prima o poi che la vita media dei maschi sul continente si aggira intorno ai settantasei anni, la cattiva notizia è che ad ottantanni i vasi cerebrali non è che siano così tanto elastici, da cui la rigidità metallica della maggior parte dei suoi ragionamenti.
postato da: Medicineman alle ore 21:56 | link | commenti (21)
categorie: opinioni, antipatia
venerdì, 02 marzo 2007

invasione degli ultracorpi

 

 

centoquarantotto messaggi di questo tipo nella mia casella principale. Gli spammer mi stanno antipatici, quelli giapponesi ancora di più. Grrrr.

postato da: Medicineman alle ore 21:18 | link | commenti (7)
categorie: boh , mah , antipatia