


e vaffanculo sia a giorgino watercloset cespuglio
sia a quel vecchio maniaco di babbonatale.

I MIRACOLI DI SANTO SILVIO
Il primo miracolo fu il lodo Alfano, tramite il quale ha stabilito per legge che non può più essere processato o condannato per nessun motivo.
Poi, Santo Silvio andò dall’amico Gheddafi, regalandogli cinque miliardi di euro (ci si comprano cinque alitalie con quei soldi) in cambio della fine degli sbarchi in Sicilia: i fatti di oggi provano che purtroppo il miracolo è leggermente difettoso.
L’Operazione Alitalia: chiamiamola così. L’Alitalia è (o era) una azienda statale, compagnia di bandiera in cui per una serie di meccanismi perversi, i manager che la hanno affondata hanno beccato liquidazioni miliardarie, in cui i fornitori di cocacola o biscottini sono stati capaci di vendere a prezzi fino a cinquanta volte il prezzo di mercato, compagnia di bandiera che nel bene e nel male ha assicurato i collegamenti lungo la nostra tormentata penisola e con il resto del mondo, riuscendo anche a trasportare milioni di turisti a scoprire quel che ancora resta dell’Italia.
Arrivato al potere, Santo Silvio decide di sdebitarsi con i Furbetti della Cordata, e decide di vendere la compagnia statale. Però compie un miracolo: i debiti resteranno allo stato, e verranno succhiati dalle tasche dei contribuenti. Ricordatevela questa parola: contribuenti. Che bisogna stare attenti a pensare che il debito pubblico derivante dal Miracolo Alitalia si riversi sulle spalle di tutti gli italiani: giammai! Verranno inculati solo quelli che le tasse le pagano, cioè i lavoratori dipendenti.
Dicevamo che i debiti li pagherò io e tutti quelli che le tasse le vedono sparire direttamente alla fonte, in busta paga, mentre
Costoro però vogliono solo il malloppo, e non possono permettersi di pagare stipendi ai dipendenti e così dicono loro: i vostri stipendi sono fuori dal mercato (falso), non vogliamo pagarli, per cui se volete starci, voi che avete causato la crisi dell’azienda, voi sporchi lavoratori, dovete assoggettarvi ad un taglio minimo dello stipendio del venti per cento. Aspetta aspetta, ma non abbiamo detto che l’azienda era gestita male da manager nominati dalla politica? E che c’entrano i lavoratori?
C’entrano, e sono sicuramente agitatori e comunisti, che ostacolano il salvataggio della compagnia,
Così il fido Fantozzi minaccia: tra ventiquattrore tutti a terra per colpa dei sindacati. Aboliamoli, stì sindacati, e torniamo al Fascio dei Lavoratori; come? Persino Gianfranchino Fini ha abiurato? Fa niente, ci sono altri validi mentòri del periodo.
Quindi, il miracolo di Santo Silvio consiste nell’apparire il salvatore con la collaborazione dei Furbetti della Cordata.
Asino chi ci crede. Tutti asini.
A proposito di asini; tutti così li vuole i nostri figli, nostro Signore delle Emittenze, Santo Silvio da Arcore, tramite la mediazione della sua ministressa Gelmini: riduzione del numero delle ore scolastiche, che a scuola i bambini si annoiano e non hanno tempo di vedere tanta buona televisione da cui venire simpaticamente educati al Cafonismo Nazionale ed al Consumismo di Marca Obbligatorio. Non basta ridurre le ore? Ma sì, ragazzi miei, tagliamo anche un anno delle superiori! Basta con questi noiosi anni di scuola, il Paese ha bisogno di manodopera ignorante e manovrabile, lo studio e la cultura fanno male, anzi malissimo. Perché il più grande pericolo che corre chi ha studiato e riesce ancora a fare funzionare il cervello è che si accorga che il piffero suonato da Santo Silvio da Arcore è taroccato, e a poco a poco si trasformerà in un lubrificato fallo da piantare nel culo del contribuente (per chi non se lo ricordasse, il contribuente è quello che paga le tasse, non quello che le evade: chi le evade manderà i figliuoli alle scuole private, nelle università a pagamento e otterrà il diritto di far parte della nuova classe dirigente, poveri noi). Tengo a precisare che questo genere di divertimento sessuale non mi divertirebbe per niente.
This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end of our elaborate plans
The end of ev'rything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
(jim Morrison)

Lo so. Lo so che adesso molti di quelli che passano di qui per caso, e non solo loro, diranno "uh che reazionario, che incivile, ma l'ha letto il libro ma l'ha visto il film?" Il libro l'ho letto, non è un romanzo di quelli che piacciono a me ma l'ho letto, e ho imparato. Poi, qualche sera fa, sono andato a vederlo, il film. Ho avuto difficoltà a prendere sonno, il montaggio isterico e la fotografia lisergica non aiutavano di certo ad addormentarsi. Però lo devo dire, e poi discutiamone. Ora mi levo questo peso dallo stomaco. L'idea che mi ha perseguitato, dopo avere visto Gomorra l'altra sera, è che non ci sia più niente da fare, laggiù in Campania. Proprio niente, tranne che seppellire tutto di monnezza e cemento, abitanti inclusi. Basta del resto guardare i telegiornali, o andarci di persona come ogni tanto mi capita. Nessuno usa il casco se scorrazza in moto, nessuno rispetta le regole del vivere civile, ognuno si inventa regole a suo comodo e convenienza e usa le armi per farle rispettare. Dove sono i rappresentanti dello stato? E che fanno? E la società civile che si nasconde al buio degli appartamenti all'ultimo piano dei palazzi vista mare ha convenientemente deciso che ormai non c'è più niente da fare? O forse non ho capito niente, discutiamone allora. Niente slogan please.


One, two, three, four...
Hrmm!
One, two, (one, two, three, four!)
Let me tell you how it will be;
There's one for you, nineteen for me.
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.
Should five per cent appear too small,
Be thankful I don't take it all.
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.
(if you drive a car, car;) - I’ll tax the street;
(if you try to sit, sit;) - I’ll tax your seat;
(if you get too cold, cold;) - I’ll tax the heat;
(if you take a walk, walk;) - I'll tax your feet.
Taxman!
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.
Don't ask me what I want it for, (ah-ah, mister Wilson)
If you don't want to pay some more. (ah-ah, mister heath)
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.
Now my advice for those who die, (taxman)
Declare the pennies on your eyes. (taxman)
'Cause I’m the taxman,
Yeah, I’m the taxman.
And you're working for no one but me.
Taxman!
(grazie, beatles)
e la domanda è: il tassista è fascista? qualunquista? opportunista?


Onestamente, i tassisti non mi fanno grande simpatia; sarà anche un mio difetto personale, ma la sensazione è di essere permanentemente preso per il culo mentre utilizzo i loro servizi. E quindi quando i simpatici conduttori di autopubblica scioperano e fanno bordello contro il governo e contro i clienti, che restano comunque a piedi, mi fanno ancora meno simpatia. Tutti quelli che poi si sentono impunemente nel diritto insormontabile di vendere una licenza o una concessione, o di lasciarla in eredità, me ne fanno ancora meno. Invece di rompere i coglioni, che il mondo si deve modernizzare, pensino piuttosto a dotarsi di mezzi più puliti ed efficienti: non è ammissibile che ci siano cosiddetti taxisti che vanno ancora in giro con automobili di quindici anni fa tenute insieme dal fildiferro "va benissimo dottò, scusi il sedile sfonnato ma cò tutti sti ciccioni che prendo a bordo le molle hanno un pò ceduto". Non è ammissibile che la tariffa sia da concordare con la sibilla cumana piuttosto che col tassametro, e se c'è traffico "ahh la luna nera", non si sa quanto si spenderà. Uffa, ora i tassisti mi tratteranno ancora peggio.

Me lo sto chiedendo da un pò. Non mi riconosco in quello che dicono e in quello che poi-contrariamente a quello che dicono-invece fanno. E divento intollerante. E mi incazzo. Vorrei evadere anch'io il fisco, ma è impossibile, sono un lavoratore dipendente, uno di quei coglioni che, subendo il prelievo alla fonte, pagano anche per quei furbacchioni che dichiarano diecimila euro di reddito e vanno in giro con la macchinona tedesca intestata alla società e si sollazzano sulla barca presa a leasing a nome della suocera. E poi non mi va più di essere compassionevole con i poveri immigrati che, poverini, hanno pagato cinque o diecimila dollari per venire traghettati in Italia. Ma dico, tutti quei soldi non potevano investirli diversamente? E sarò strano, ma non sopporto più i rom che scacazzano ovunque e strappano le piante e piagnucolano ai semafori, e se poi li incontri in autogrill mentre si trasferiscono sono belli tirati a lucido che ridono e spendono e si sentono inafferrabili. E forse non sono più di sinistra neanche io? E pensare che la carriera dei politici dovrebbe terminare a cinquant'anni è qualunquismo? E detestare questo reality di bassa lega che è diventata la politica televisiva, dove non si va a dire cosa si può fare e cosa si farà per il bene dei cittadini e della nazione, ma solo a sputtanare l'avversario di turno, e a dire che, quando c'erano loro nei cinque anni passati era tutto sbagliato e quindi prima si smantellano le opere fatte dal centrox e si fa la legge contro il conflitto di interessi contro un vecchio, che bene che gliela mandi l'ingegneria cellulare, altri cinque anni e fonde il cervello. Sì, forse non sono più di sinistra. O forse la sinistra non esiste più; o forse continua a pensare che la nazione è piena di proletari infarciti di rabbia sociale,e che tutto quello che sia benessere debba essere additato come orrendo segno di imperialismo. O forse no.

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