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ospitalità familiare a Palermo
martedì, 19 maggio 2009

giovedi? giovedi!

geometria marina
















(foto di medicineman)


Accademici da tutto il mondo, designer di fama planetaria, raffinati cultori della bella letteratura.


ops, mi sono sbagliato.


Blogger e fumettari,  a wild bunch, tutti insieme appassssionatamente per la presentazione del volume tratto dal blog-concorso "blog & nuvole" . Dove? ammilano.


I dettagli al link sopra. Io ci sarò, anche perchè poi se magna

domenica, 19 aprile 2009

per gli addetti ai lavori


(foto by Blackmamba)


Questo sono io: eh, chi se l'aspettava? Tutta stà messa in scena per informare gli addetti ai lavori , ovvero i blogger che sono anche biker (uh che accoppiata azzardata) che è online un nuovo (un altro!) blogmagazine, all'indirizzo www.lasiciliainmoto.it . Si, lo ammetto, ci scrivo pure io, ho una rubrica che si chiama scootervisions. Non solo per addetti ai lavori.

mercoledì, 25 marzo 2009

è primavera, fioriscono i concorsi


(da www.origamimauro.it )



I concorsi letterari, voglio dire.


Sul sito dell'editore (Ottavio Navarra) che mi ha pubblicato "chimiche interiori" e (recidivo!) "fulminati", troverete il bando completo del concorso letterario "giri di parole". Fatevi un giro, qui

domenica, 22 marzo 2009

e se un giorno arrivasse la banda



 


 


 


Si parla d'Israele, si parla di arabi, si parla di uomini, donne, deserto e sentimenti. Un gruppo bandistico di Alessandria d'Egitto, splendidamente naif nella sua uniforme azzurro cielo, viene scodellato in un aeroporto in terra d'Israele. Non c'è nessuno ad attenderli, il direttore della banda è un uomo pratico, anche se di pronunzia non perfetta, chiede informazioni sui bus per raggiungere la località che li attende e ovviamente finisce in un non-luogo in mezzo al deserto, abitato da esseri  che sembrano presi da una collezione di casi quasi umani. La musica, e la semplice lingua delle emozioni aiuteranno questi musicisti prestati alla polizia egiziana a entrare in relazioni più o meno profonde con gli abitanti del posto, che li ospitano per una notte, in attesa del bus che l'indomani li porterà alla giusta destinazione. La notte. Piena di chiaroscuri, di bagliori nostalgici, di quella forte sensazione che ti fa dire "una cosa del genere è successa anche a me". La pellicola è realizzata con affetto, senza chiasso inutile, con una fotografia che si staglia contro il deserto fisico, facendo risaltare il miliardo di mondi nascosti dentro ogni uomo.Sembra che non accada nulla, invece non è così. Allora, piazzatevi davanti al vostro televisore, accendete il dvd, tiratevi sopra una copertina di pile che aiuta,  e viaggiate nel flashback emozionale. Il regista è Eran Kolirin , il film è del 2007 e si intitola La banda. A me è piaciuto ( ma sono di gusti facili).

lunedì, 09 marzo 2009

match point (il culo aiuta, una luparata risolve)


Un pidocchio arrinanzato, che campa facendo l’istruttore di tennis per ricchi londinesi annoiati ha una improvvisa botta di culo che cambierà la sua vita scarsa.

Infatti conosce un giovane ricco, figlio di un finanziere ricchissimo, tutteddue sembrano finocchi per come si sussurrano i loro interessi intorno alla letteratura e alla musica lirica, ma non lo sono. Un giorno il picciotto ricco invita il pidocchio a teatro, e nel palco di famiglia la sorella minchiona del picciotto ricco comincia a taliare il maestro, e talìa che talìa si innamora di lui. Poi si vasano e si fanno ziti. Il padre ricco decide che questo pidocchio deve trovarsi un lavoro come si deve, e quindi lo infila in una delle sue società, non per merito, ma per raccomandazione, a pedate nel culo, e ci dà stipendio, autista, potere e soldi.

Il pidocchio si fotte la testa, è chiaro. Un giorno escono insieme il pidocchio parvenu, la sua zita (la figlia del finanziere), il fratello della zita (che poi è l’altro figlio del finanziere) e la spettacolare zita di lui, una americana aspirante attrice in via di fallimento, interpretata da Scarlett Johansson, bona che fa arrizzare le carni, e anche qualcosaltro.

Si sa, u’sticchiu è duci e a minchia jetta vuci, così il pidocchio si vuole fare l’americana bona a tutti i costi. Quella in fondo è un poco buttana, e chiaramente mira a un ganzo ricco per sposarselo e sistemarsi. Prima fa la profumiera, e non gliela dà, poi un giorno di vacanza che piove in campagna si ingroppano come conigli in mezzo alle frasche bagnate.

Nel frattempo però il pidocchio si è maritato con la figlia locca del finanziere, e questa spinna per avere un picciriddo, però gli spermatozoi del pidocchio sembrano non funzionare. Ma quando mai, funzionano, e poi scopriremo come. Intanto il cognato del pidocchio lascia l’americana bona, e si marita con un’altra, e subito stampa un figlio. C’è da dire che alla suocera del pidocchio l’americana bona ci stava sullo stomaco, aveva perfettamente capito che quella era una buttanella in cerca di minchia e piccioli, e quindi stà suocera è felice che il figlio si maritò con un’altra. Intanto il pidocchio si intrippa dell’americana, e ogni momento è buono per scopare, finchè questa resta incinta: quindi i suoi spermatozoi funzionano! Dopo però resta incinta anche la moglie del pidocchio, il quale se prima pensava di fanculare moglie cognato e suocero per seguire il profumo di feromoni dell’americana bona, ci ripensa e cerca di mettere in atto manovre elusive dalla bionda americana, che ormai s’è messa in testa che il pidocchio deve lasciare la moglie moscia e ricca per andare a fare una vita da miserabile con lei.

Il pidocchio allora, che si sta cacando sotto perché non vuole fare uno scandalo e non vuole rinunziare al lavoro facile nella società del suocero, decide di risolvere la situazione a modo suo. Acchiappa una scopetta a casa del suocero, la smonta, la mette nella custodia della racchetta da tennis, va a casa della bionda americana, già che c’è ammazza una vecchia che l’aveva visto fare il cascamorto con l’americana e inscena una rapina a casa sua, e appena l’americana bona incinta esce dall’ascensore lui, senza dire né schì né passa ddà ci spara una luparata in faccia e la stende. Poi se ne va, va a teatro con la moglie come se niente fosse. Di notte ha un incubo, e vorrei vedere, dopo avere accoppato due donne.

La polizia indaga sul duplice omicidio, e tenta di incastrarlo perché la buttanella bionda aveva un diario su cui scriveva il perché e il percome si scopava al pidocchio. Ma il culo salva il pidocchio. Infatti un anello della vecchia che lui ammazza come antipasto, trafugato dal pidocchio nella messinscena della rapina non finisce nel Tamigi insieme ad altre cianfrusaglie, ma viene ritrovato in saccoccia ad un drogato rapinatore, a sua volta fatto secco da un affettuoso collega tossico. Quindi la polizia dà la colpa al drogato, e il pidocchio la fa franca.

Tutti vissero felici e contenti, tranne la vecchia e la bionda, decedute per intossicazione da piombo. Che minchia c’entra il titolo match point? Dovete vedervi il film, se non l'avete già fatto. A me è piaciuto, la Scarlett mi piace sempre, tutti gli altri sono perfetti per sembrare quello che sono, cioè londinesi ricchi e annoiati.
lunedì, 02 marzo 2009

poligamia online


volevate essere poligami? cliccate sul banner sopra.


E poi non venite a raccontare che tre mogli brontolano più di una sola.

giovedì, 12 febbraio 2009

repertorio

letto in palestra:


"e' stato riparato il bagno degli spogliatoi delle donne. sono stati rinvenuti 55 assorbenti, 7 slip, 4 collant e una carota"


lunedì, 05 gennaio 2009

nuntio vobis laurum magnum

aLOROFINEFINE


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


chi può, ci sia.

giovedì, 04 dicembre 2008

prossimamente




vado_pazzo_p_29678prossimamente al cinema?

martedì, 11 novembre 2008

Blog e nuvole, si ma dove?





blognuvole.splinder.com/







Giusto, giusto, non ho indicato la giusta latitudine del racconto che va al concorso.







Lo trovate qui e si chiama Cosmodromo.







Se magari lo leggete, e ci lasciate (non qui ma ) anche un commento.







Eggrazie.
giovedì, 06 novembre 2008

blog, nuvole e nuvole che corrono





qui, proprio qui, ho mandato un racconto breve.

verrà illustrato da bravi fumettisti, e poi c'è pure un 

concorso.

Insomma, andatevi a leggere i 35 brevi finalisti.

Ho scritto brevi, a scanso di equivoci, non bravi.
lunedì, 02 giugno 2008

Vienna, il cafè e l'orgoglio terrone



Siete 'taliani?
  Il signore che doveva riportarci dall'hotel viennese all'aeroporto l'ha capito subito. In qualche modo era 'taliano pure lui. Padre austriaco, mamma 'taliana caprese, moglie giapponese. Infatti qualche difficoltà con l'itagliano ce l'aveva, ma ci siamo intesi.
Vienna.
Che Vienna, negli spazi lasciati liberi dal congresso, è una città da camminarci, senza bisogno di mete particolari, tanto c'è un sacco di cose da vedere. Mi ha fatto venire voglia di mitteleuropa, forse perchè ci sono stati tre giorni di sole e di temperature meridionali, e non ho visto difetti.
Che Vienna, al centro, si riconosce sempre per la stessa puzza acuta di piscio di cavallo, e questi tiri a due che girano pure la notte coi loro cocchieri tenebrosi fanno venire in mente Celine, e i suoni dei sonagli e degli zoccoli sul porfido puzzoso.

Ho finito di leggere due libri. In qualche modo parlano di memoria. Memoria da cancellare, in una specie di thriller psichedelico, e memoria da riempire, con i frantumi da rimettere a posto.
Il giallo lisergico (sì, sembra proprio un trip, ma di quelli buoni, che fanno sembrare logico e reale anche un mammuth in fila per un pedalò sulla spiaggia di Rimini, col mare color fragola) è l'ultimo libro di Murakami Haruki. Il mio scrittore giapponese preferito. Oserei dire, il mio scrittore preferito. Lo è, ed io vorrei tanto arrivare a scrivere come lui. C'è tempo, chissà.
Anche il titolo del libro Kafka sulla spiaggia, ha attinenze con il mio viaggio, ed anche con il contesto congressuale. Sapete bene che, se uno legge l'ultimo romanzo del proprio autore preferito, il giudizio non può essere obiettivo, tranne che codesto autore preferito non abbia pubblicato proprio una cagata pazzesca (mi scuso col rag. Ugo Fantozzi per la citazione).
Ecco perchè evito adesso di dire cosa ne penso, lascerò passare qualche giorno, magari lo rileggerò, o forse no. Però è uno di quei libri dove da piccoli ininfluenti tremori si genera un caos, uno di quei caos che solo gli dei possono governare, e dove a poco a poco, dopo l'esplosione della supernova narrativa, le cose riprendono ad incanalarsi in una apparente normalità (se volete un paragone musicale, pensate alla suite di Atom Hearth Mother).

L'altro libro che ho finito di leggere, e che mi è servito anche come antidoto al cinese griffato e puzzolente di merda che un ingiusto sorteggio dei posti al check-in mi aveva messo accanto nella poltroncina del Bombardier della Lufthansa, è quello di Mario Calabresi , Spingendo la notte più in là.
Sull'aereo, che è un non luogo, si legge benissimo, preciptando dentro le pagine.
Come dicevo prima, la sensazione durante la lettura (che anche se cerchi di metterti, lettore, comodo in poltrona e con un angolo sentimentale sbieco e impersonale, ti acchiappa e ti torce il muscolo etereo dell'anima) è quella di osservare uno che, con scientifica caparbietà, raccoglie i frammenti di uno specchio andato in pezzi e li ricompone, incollandoli. Dopo, ci si sente riappacificati, come se questa missione postuma serva a ricongiungere una felicità interrotta del passato alla  adulta chiarezza del presente.

Mentre ero alle prese con le ultime pagine, e l'aereo stava già rullando, una signora austriaca cotonata viola che aveva furtivamente cambiato posto, ha premuto insistentemente il pulsante per chiamare le hostess. Abbiamo tutti pensato che avesse avuto un infarto, per cui ho detto all'amico medico che mi viaggiava accanto "preparati House". Non si capiva cosa squittisse la signora viola, ad un certo punto il vicino di fila ha deciso di tradurre dal tedesco all'inglese, a beneficio delle due hostess italiane (carine ma attanagliate dal panico). Quella voleva che il marito la raggiungesse nel suo nuovo posto, perchè aveva paura a viaggiare senza artigliargli il braccino.
"allora perchè ha cambiato posto?" le ha detto severa ma divertita l'hostess dai capelli rossi.
Volevo un posto con un finestrino bello, ha risposto pigolando lei. Giusto, vista mare coi gerani appesi fuori.

Mi stavo dimenticando dell'orgoglio terrone. Siete 'taliani, ha detto il boss della compagnia di noleggio minibus convenzionata con l'organizzazione del congresso. Si, siamo 'taliani, abbiamo risposto in coro (eravamo in tre). Lui ci ha guardato con uno sguardo ibrido, un pò contento e un pò compassionevole, ed ha detto "in hotel brutto caffè, acqua sporca, venite nel mio ufficio che vi faccio un vero caffè italiano, non è lontano, cinque minuti a piedi". E così, mentre la tizia dell'agenzia congressuale che fino a quel momento aveva smaltito i congressisti in partenza con lo stesso sguardo delle ss che caricavano gli ebrei sul carro per Dachau, ha avuto una crisi culminata in strilli acutissimi (sapeva anche l'italiano, la bipede algida ), "non fare ritardo, non fare ritardo" noi abbiamo seguito il signor Mario che ci ha preparato il suo cafè 'taliano.

Al campionato europeo dell'orgoglio, quello terrone va in finale di sicuro.


martedì, 27 maggio 2008

Leslie Feist, piacere di conoscerLa!

Siccome sono uno che fa un sacco di dietrologia,  sono spesso restio a fidarmi delle opinioni altrui, ma con  discreta capacità di autocritica, il che mi fa spesso cambiare opinione su certi fatti, avevo accolto con una certa diffidenza una recensione di una rivista di moda femminile su di una certa cantautrice. Però siccome sono sempre in cerca di musica nuova per riempire i chilometri tra un luogo e l'altro (eh, la macchina è il mio ufficio), mi sono attaccato al sito dove mungo download a pagamento ed ho scaricato il ciddì di cui sopra. Ah, ancora non l'ho scritto? Dunque, dicevo. Nella stessa sessione di download ho scaricato molti altri cd di personaggi che godono della mia incondizionata fiducia, perciò questa cantautrice è stata ascoltata per ultima. Non sto a farla tanto lunga: questo è il pensiero che si è formato nell'ampia camera oscura del mio cervello, in cui, a causa dell'età, molti e molti neuroni hanno lasciato spazio a incoerente tessuto fibroso, quindi incapace di pensare. E' come se qualcuno avesse rubato un solo efficace spermatozoo a sua insantità Tom Waits, e subito dopo si sia preoccupato di fecondare, in ambiente musicalizzato, un oocita della mia signora del pop preferita, lady Aimeè Mann. Il prodotto di questa operazione di musicofecondazione è Feist. Lei si dichiara infulenzata anche da P.J. Harvey, non posso non darle fiducia sconfinata. Misteriosa canadese di Toronto (ma in Canada ne nascono spesso, di fenomenali autori-esecutori). Il cd che ho ascoltato, e che ancora è in heavy rotation nella plancia della mia auto è The Reminder . My moon my man, The sea lion, bisogna ascoltarle obbligatoriamente. Ed anche a voi nascerà quel pensiero che facevo prima. Inoltre, per i fortunati di Milano, stasera Feist suona ai Magazzini Generali. I milanesi, che di solito non considero fortunati a vivere lì, questa sera possono inebriarsi. Lo facciano un pò anche per me.

postato da: Medicineman alle ore 17:07 | link | commenti (13)
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venerdì, 11 aprile 2008

recensione o recessione?

Immag011

Appunto. Proprio per questo, vi informo che di Fulminati si è scritto qui qui, qui qui e qui. Tutte persone al disopra di ogni sospetto, blogstar addirittura. E per quelli di stomaco forte,  qui  (sono circa 54 mega da scaricare )ci trovate una intervista  (andata in onda il 2 aprile) dei tre Fulminati ad una tv locale.

lunedì, 07 aprile 2008

Sappiate che...

ricevo dal mio amico libraio Fabrizio (di modusvivendi)

Un appuntamento da non perdere a Palermo mercoledì 9 aprile alle ore 11. Nell'aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia sarà presente infatti la grande poetessa e scrittrice polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura 1996. La Szymborska incontrerà gli studenti e il pubblico presente, e verranno lette alcune delle sue poesie, pubblicate da Adelphi e Scheiwiller. Interverrà il direttore dell'Istituto Polacco Jaroslaw Mikolajewski.


venerdì, 21 dicembre 2007

Niente nebbia in valpadana (ovvero che ci sto a fare in questo non luogo?)

Pioveva. A Palermo, pioveva che se avessi avuto un motoscafo, in aeroporto ci sarei arrivato prima.

Ero pure in ritardo, ieri. Non e’ che la partenza mi entusiasmasse, però se l’azienda ti chiama in sede, un motivo ci dev’essere. Sinceramente, il motivo lo conoscevo (e la conoscenza era causa del mio scarso entusiasmo).

In aeroporto niente da segnalare, anche per il fatto che sono arrivato proprio all’ultimo minuto, e non ho avuto tempo di studiare, come di solito faccio, la interessante fauna aeroportuale.

Mi sono sorpreso quando, alla coincidenza di Roma, non c’era alcuna nuvola in cielo, un tramonto invernale nelle tinte del rosa pallido, infondente un giusto grado di struggimento.

Sull’aereo che ci trasportava da Roma (ah, lo struggente tramonto romano) a Bologna, un assistente di volo ci teneva a fare sapere a tutti i passeggeri che lui appartiene al terzo sesso.

Ondeggiava ancheggiando come se avesse avuto ai piedi vertiginose decolté dal tacco dieci.

Invece indossava i soliti mocassini di servizio, e quando è stato il momento di spingere il carrello con le bibite, si è immerso nel ruolo con una tale affettatezza che mi è venuto di rispondergli, quando mi ha chiesto cosa gradissi da bere, “succo d’arancia, grazie signorina”. Però non l’ho fatto. Magari a lui avrebbe anche fatto piacere, però non mi sembrava il momento adatto per dimostrare al resto della cabina che sono retrogrado e sessista.

In realtà non sono né retrogrado né sessista, almeno credo.

Almeno spero.

A Bologna, ho incontrato una pattuglia di colleghi che erano arrivati da altre destinazioni in orario coincidente. Ho notato che non c’erano decorazioni natalizie, in aeroporto.

L’ho anche detto ad un collega, “non lo sai che a Bologna sono tutti comunisti? Non lo festeggiano il Natale, i comunisti” ha ringhiato lui.

Mii. Vero? Se c’è un bolognese che mi legge, mi risponda, per piacere.

Siccome sulla monovolume che ci trasportava a Modena hanno tutti preso a parlare di fatti inutili di lavoro, ho indossato le cuffie del lettore mp3 e mi sono sparato a discreto volume  un po’ di Snow Patrol, e di Editors. E guardavo, nel buio dal finestrino, la campagna intorno all’autostrada. Niente nebbia, le tradizioni cambiano. Sono sicuro che se l’avessi chiesto al collega di prima “ti sei accorto che non c’è quasi più nebbia in valpadana?” lui mi avrebbe risposto “non lo sai che in valpadana sono tutti comunisti? Se la mangiano la nebbia, i comunisti”. Infatti non gliel’ho chiesto. Credo che gli avrei dato troppa importanza. E poi se batto il piede al tempo di chasing cars non posso fare domande stupide.

Nella tasca di destra un oggetto di forma rettangolare mi premeva un po’ sul fianco.

Era il libro che avevo finito di leggere durante i voli di prima.

E’ il libro di un autore (so che ad e.l.e.n.a. piace) che mi piace, e che ho già qualchevolta citato, e del quale amichevolmente obbligo alla lettura quei turisti (che sono in grado di leggere l’italiano) che frequentano il bed and breakfast gestito dalla med-moglie.

Il titolo del libro è 1982. Mi che fantasia, e che scarso tempismo, dirà subito qualche intellettuale, non lo poteva chiamare 1985 evitando così di anteporsi a quel famoso capolavoro che si chiama 1984? Non lo chiederò all’autore, intanto perché non lo conosco (potrei scrivergli una email, come lui fece scrivendo una lettera ad un altro scrittore terribilmente più famoso di lui e che-miracolo-gli rispose. Però era il 1982, di solito si rispondeva alle lettere).

Per quel miracoloso fenomeno che fa sì che il lettore si identifichi nelle vicende narrate dallo scrittore, e che gli fa dire, minchia sembrano proprio le cose che sono successe a me, anch’io mi sono identificato. E potrei con un ragionevole grado di sicurezza affermare che una delle stupidaggini che lui combinò nel 1982 l’avevo fatta pure io uguale uguale, nello stesso anno.

Arrivato in albergo, che si trova in un non luogo,distante due chilometri e parecchio freddo e puzza di maiale da Modena, mi sono chiesto cosa ci stessi a fare lì io, lavoratore di una razza in via di estinzione ( di questo ne parlerò un’altra volta).

Non mi sono risposto, mica sono un cliente di Marzullo, io.

 

(nel frattempo ho parlato di 1982 memorie di un giovane vecchio di Roberto Alajmo).

 

venerdì, 30 novembre 2007

c'era un motivo

 

al post esca di ieri.

C'era un motivo, anzi c'era un sogno. Un sogno lisergico. Che prima, avevamo avuto una lunga discussione, i quattro del giovedì sera. Stasera scelgo io avevo detto. Ho percepito il brivido di terrore lungo le schiene di tutti. E la med-moglie: è un musical? non ci vengo.

Poi, però, due ore di vibrazioni positive, di emozioni. Si, di emozioni. Come pelle d'oca, orripilazione, liquido lacrimale dissipato non solo attraverso le narici ma anche lungo le valli del viso. Se dovessi dire se mi è piaciuto dovrei dire di no. Non mi è piaciuto. Di più . Sono, anzi siamo tutti caduti dentro il gorgo dello schermo, sprofondati nelle poltroncine, afferrati ai braccioli. Storie e musica, e la gioventù, e gli anni sessanta. Il grande sogno lisergico. E tutti i personaggi hanno nomi caduti scuotendo gli spartiti dei Beatles. E l'amicizia, e l'amore. Si, l'amore.  Persino un lieto fine. Sto parlando di "across the universe", un film che-secondo me-dovreste andare a vedere. Io tornerò a rivederlo. Pace, amore, lotta per gli ideali, e le canzoni dei Beatles. Poi, fuori dal cinema, ho litigato con uno che mi aveva chiuso la macchina nel parcheggio, ma ero talmente permeato di pace universale che l'ho mandato a fanculo con amore.

postato da: Medicineman alle ore 20:59 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, cinema, amichevole segnalazione
martedì, 06 febbraio 2007

la signorina

 

 

E' online, spintaneamente, il blog de "la signorina".

postato da: Medicineman alle ore 22:11 | link | commenti (2)
categorie: amichevole segnalazione