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ospitalità familiare a Palermo
venerdì, 23 ottobre 2009

figghia di buttana (seconda parte)





(immagine di Aapo Rapi)



Una settimana in coma era rimasta, e la madre non si era mai allontanata dal letto della figlia, consumava il pasto lì, nonostante i rimbrotti delle infermiere, che però a poco a poco smisero, tanto la vecchia non parlava, non si muoveva, non chiedeva niente.Poi, dopo una settimana, la donna si risvegliò dal suo stato di incoscienza, le infermiere le sistemarono meglio il letto, le tolsero i sondini per l’alimentazione artificiale, le diedero da mangiare.Mentre inghiottiva voracemente la pastina, Mimma si fermò col cucchiaio a mezz’aria.

 “La picciridda”.

La madre restò impassibile sulla sua sdraio.

“La picciridda”, disse di nuovo Mimma. La parente di una paziente ricoverata nel letto accanto a quello di Mimma si voltò, facendo una smorfia con la bocca sibilò “ma quale picciridda, qui picciridde un sinni vittiru”.

Mimma fece cadere il piatto con la pastina a terra, alzò le mani al cielo e poi buttò una voce acutissima “la picciriddaaa!”. La madre restò di legno, i parenti degli altri pazienti si murmuriarono, una più battezzata degli altri si avvicinò, le prese una mano tra le sue, le disse “non gridare, che gli altri malati si scantano, capace che ne muore qualcuno, ma di quale picciridda parla, qui picciridde non se ne sono viste”.

Mimma sembrò non sentire quelle parole, e continuò a urlare, finchè il trambusto non richiamò le infermiere ed il medico di guardia. Il medico di guardia ero io, e per evitare che quella facesse ancora bordello e invitasse pure gli altri ricoverati a gridare per qualche motivo, presi una siringa contenente un sonnifero ad azione rapida e mi avvicinai al letto per iniettarglielo nel catetere che collegava la flebo al braccio.

“dottore, dottore”, Mimma mi artigliò la mano, “dottore mi facissi parlare, ci devo dire una cosa”. Mimma era rauca, le guance incendiate. Mi misi la faccia del medico severo: “parli subito, ma l’avviso, che se si mette di nuovo a gridare, l’addormento finchè non la dimettiamo”.



(2-continua)

Commenti
#1    25 Ottobre 2009 - 16:56
 
mi piace anche il resto... 
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#2    26 Ottobre 2009 - 23:59
 

Ti sei fermato al momento giusto....suspance.
Bravo, Med.

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#3    27 Ottobre 2009 - 12:40
 
adesso sono triste, però i tuoi racconti mi piacciono sempre...
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#4    29 Ottobre 2009 - 07:41
 
non è giusto fermarsi così.
ed ora?
quanto dobbiamo stare in ansia?
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#5    29 Ottobre 2009 - 17:29
 
Vedi che succede a furia de guardà ICKOK?
Baci, med.
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#6    29 Ottobre 2009 - 21:28
 
*per tutti: almeno altre tre puntate.
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