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lunedì, 12 ottobre 2009

linee aeree puffe e gli occhi di vent'anni (che non ho più)



Linee aeree Puffe



Me lo dovevo proprio immaginare. Appena ho visto quell’aereo dipinto di blu, ho capito. Infatti, il signore seduto. Anzi, meglio dire incastrato, nel sedile. Dunque, il signore incastrato nel sedile accanto a me ha cominciato subito a lamentarsi. E aveva ragione, l’aereo era blu perchè era quello delle linee aeree Puffe.



Sissignore, i Puffi avrebbero viaggiato benissimo , ma esseri umani di taglia normale sarebbero stati in grandi difficoltà, proprio come il signore seduto accanto a me, dall’alto dei suoi 197 cm, ed anch’io, dal basso dei miei 175 cm di statura.



Il signore accanto a me era un giornalista tedesco, uno di quelli che ha studiato in italia, affascinato dalla romanità, ma che mi ha dovuto confessare che, dopo essere tornato in Italia per lavorare come corrispondente della televisione tedesca, “più tempo passo in Italia, meno la capisco...”.



Petit France a Strasburgo e il figlio lontano.



sera a strasburgo

























































(foto di medicineman)



Strasburgo, molto meglio di quanto mi fossi immaginato. Piccola, ma non provinciale, un gran numero di giovani in giro, anche la sera, quando solitamente nelle città di provincia, specialmente se il clima non aiuta, tutti restano tappati a casa. A Strasburgo sabato sera, dopo l’impegno del congresso (non parlo ai congressi, semplicemente mi piazzo allo stand della società per cui lavoro e alleno il sorriso e l’inglese, oltr a fornire spiegazioni rilassanti su come siano buoni i farmaci che stiamo propagandando) mi ha raggiunto mio figlio. Già, a fine agosto, quasi a tradimento, è partito per fare l’Erasmus in Francia. Non sapevo che avesse queste intenzioni finchè non ci ha comunicato che era stato accettato nel programma e che sarebbe venuto a vivere in Francia per qualche mese. Sabato sera siamo stati insieme, siamo andati a cenare in un ristorante carino, non eravamo soli, lui ha dato a tutti l’idea di essere uno con le idee chiare, un bravo ragazzo studioso insomma. Non è solo un’idea, corrisponde abbastanza alla realtà.



Ho noleggiato una macchina in aeroporto, appena arrivato, avevamo concordato, col figlio, che lo avrei riportato in auto nella cittadina della regione remota in cui si trova la sua università. E così abbiamo fatto.



Il giro è stato un pò lungo, abbiamo attraversato quattro nazioni, sperimentando panorami differenti tra Francia, Belgio, Germania, Lussemburgo. Arrivati in Lussemburgo (la visita della capitale è un pò deludente, in meno di un’ora si vede tutto il centro) siamo stati accolti dal granduca che è arrivato con la sua macchinona ed un autista a presenziare ad una cerimonia militare; la banda era un pò scalcinata, non quello che ti aspetti di vedere in una delle capitali dell’esportazione di valuta, ma tant’è.







arriva il granduca

































(foto di medicineman)



colori autunnali









































(foto di medicineman)



Poi finalmente, dopo un lungo viaggio piovoso, siamo arrivati a destinazione. Ho sentito una strana sensazione di disagio, e non era il clima. Dopo che ho visto l’alloggio cubicolare in cui passerà i prossimi mesi, il cuore mi si è ristretto, come dopo un lavaggio in lavatrice col programma sbagliato. Mi sono chiesto perchè ha voluto punirsi abbandonando le comodità domestiche, le amicizie consolidate, l’uso di tutto quello che può servire ad un ragazzo di vent’anni , trasferendosi in un posto triste, alloggiando in una tana triste, condividendo con altri ragazzi uno spazio comune che sembra la sala d’aspetto di una stazione ferroviaria periferica, in cui l’unico conforto è indossare un auricolare e connettersi con skype agli affetti rimasti altrove. Da una parte i ragazzi e le ragazze europei, dall’altra quelli con problemi religiosi. Si, ho scritto bene, quelli con il problema di essere musulmani.



Forse, è colpa mia, che non ho più gli occhi di quando avevo vent’anni. Sicuramente è colpa mia.



Nel frattempo non ha smesso di piovere, avevo un lungo viaggio di ritorno, per reimmettermi nella routine delle mie attività paracongressuali, mi sono rimesso in auto, il mio viso si è bagnato, e non era pioggia.







a proposito di pioggia, oggi mentre aspettavo di decollare è passata una tromba d'aria sull'aeroporto di Fiumicino. Ho immortalato l'arcobaleno smagliante spuntato subito dopo.



dopo la tromba d





















































(foto di medicineman)




Commenti
#1    13 Ottobre 2009 - 14:53
 
Io credo che quella che sta facendo tuo figlio sia un'esperienza importante, di quelle che aiutano a crescere, ad ampliare i propri orizzonti. Forse "le comodità domestiche, le amicizie consolidate, l’uso di tutto quello che può servire ad un ragazzo di vent’anni" ti fanno sentire protetto (e tranquillizzano i genitori), ma non aiutano a fare nuove esperienze. Mi sembra che tuo figlio, facendo questa scelta e tenendovi fede nonostante le difficoltà, si stia dimostrando un tipino in gamba. Secondo me, dovresti essere fiero di lui e contento del fatto che non sia uno che ama le scorciatoie! :-)
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#2    13 Ottobre 2009 - 17:31
 
Dici bene, non hai più lo sguardo dei vent'anni le aspettative, la capacità di mettersi in gioco.
Sono così pochi, sempre meno, i giovani che lo fanno e dunque ben oltre il tuo tremore dovresti essere 'orgoglioso di lui.
Credo che solo i figli a cui i genitori hanno dato sicurezza possono lanciarsi (certo con timore) in nuove scoperte.

E poi vogliamo parlare dell'arcobaleno? che magnifico segno.
Da una parte tu, la pioggia e la tromba d'aria e di la..di la oltre le montagne un tesoro.

sherauffadiventadavveropateticaquandosetoccheoepiezzecore
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sherazade2005

#3    13 Ottobre 2009 - 17:36
 
ps. e non ho letto apposta prima lìamica ranuccia che piu' o meno è sulle mie stesse onde.
 per informazione oggi freddino ma soleggiato.
l'albero che ha ucciso la ragazza rumena è caduto poco distante da casa mia.
Non ci sono soldi quasi per nulla e quelli che ci sono son spesi male.
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#4    14 Ottobre 2009 - 00:14
 
Dai, Med,
tuo figlio è in gamba ed alla sua età si può dormire anche in sacco a pelo....
.....Sei stato tenerello ed hai fatto ottime foto.
In bocca al lupo per questa esperienza .
Un abbraccio.
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#5    14 Ottobre 2009 - 00:17
 
P.S. Non ho figli ma ho vissuto, da sola, in una casa dove mi entravano le rane da sotto la porta...

Se potessi tornare indietro lascerei questo stivale scarcagnato.
Bacio
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#6    14 Ottobre 2009 - 06:32
 
da ragazzi a volte è fondamentale stare lontano da casa, anche solo per provare, o per condividere problemi diversi con ragazzi diversi.
un'esperienza che ci costerebbe a cinquantanni, da giovani è molto più sopportabile, anzi, può diventare piacevole..
questo almeno ricordo.. :)
bravo med, mi hai commossa con la tua pioggia, i bravi papà mi commuovono sempre un po', sono banale lo so :)
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#7    16 Ottobre 2009 - 11:47
 
Carissimo Med,
sai che sarebbe stato estremamente formativo, per noi ragazze/i di una certa età, avere i genitori accanto, sentirsi indipendenti ma comunque avere tranquillità non solo economica. Ricevere risposte ad un consiglio di studio o amoroso o di altro ancora.
Sacrificarsi con la condivisione, non solo col caffè pronto ed i libri.
Due parole dette per il bene, senza ricatti affettivi.
Un rimprovero o una valutazione, senza il silenzio o la smania di "sistemare" , e questo succedeva sopratutto alle femmine, la prole, pur di cavarseli con coscienza a posto.Sono stata almeno tre volte sul punto di sposarmi, desideravo avere una famiglia. La neutralità dei miei mi ha portato a salvarmi con fatica, a combattere con un dolore e un senso di fallimento che non meritavo.
Ho arricchito le case farmaceutiche e porto il vuoto di un utero infruttuoso.
La tua paternità esce bella e toccante, in questo resoconto.
Ti auguro tanto bene.
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#8    16 Ottobre 2009 - 18:24
 
essere sul punto di sposarsi e non farlo a volte ti salva davvero.

si vivono vite diverse, non è necessario sperimentare il matrimonio, te lo giuro. la mia esperienza è che sperimentare il bene e l'amore di un altro è un'esperienza bellissima, ma il matrimonio sta ben al di fuori di queste cose.
non coincide necessariamente, anzi, spesso ci uccide come esseri umani se non funziona. e succede talmente spesso che col senno di poi.. avrei risparmiato i soldi della cerimonia, poi quelli della separazione, del divorzio, delle liti per...

una pacca sulla spalla, amichevole: presto o tardi tutti gli uteri diventano infruttuosi e il senso di mancanza è così uguale.. e io un figlio l'ho fatto, ma il nostro corpo è sempre il nostro corpo.
non confonderlo con quello degli altri :)

off topic terribile, mi rendo conto signor med.
ma 'sti argomenti li ho toccati così tante volte, e ora mi sembra di vederci più chiaro, dopo aver guadato il fiume :)

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#9    16 Ottobre 2009 - 22:43
 

avanti il prossimo...
(e mai mi sarei immaginato di leggervi così, dirette e crude. però
non mi dispiace, anzi. Per cui, continuate)
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#10    17 Ottobre 2009 - 16:35
 
eh eh eh,
il suo cinismo mi commuove sempre :)))
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#11    20 Ottobre 2009 - 02:00
 
PISPA: Mi è capitato di vivere in  giovinezza  qualche ambizione nascosta dalla paura delle responsabilità.
Studiare a tempo perso non è una prospettiva che dona forza. Dover rinunciare al sostegno, come tutto fosse legato ad un 'attesa di altre possibilità, è l'anticamera della sconfitta.
Lo so che sposarsi non è necessario, ma avere un fidanzato che gira per casa e vedere che, dopo più di dieci anni si defila perchè mi ammalo, è un gesto che fa molto male. Se fosse capitato ad una figlia, mi sarei messa in mezzo. E' un modo per dire "questa ragazza te la devi meritare, stronzo ".
Dopo questa esperienza sono finita a lavorare fuori ed un atto di coraggio mi ha salvata dalla possibilità di un secondo matrimonio.
Poi ancora.
Chi ha figli tende a sottovalutare l'importanza della maternità.
In assoluto è il vuoto  che mi pesa di più e che fa soffrire tanto anche mio marito (Alla fine chi si è distinto, è arrivato) 
Ti abbraccio e ringrazio Med .
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#12    20 Ottobre 2009 - 02:03
 

5 dollari?
Non se ne parla....

 

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#13    20 Ottobre 2009 - 16:00
 
veramente, la tariffa è di 5 cent. (meno di cento lire, tirchiona!)

utente anonimo

#14    07 Novembre 2009 - 09:11
 
Belle foto, bel post, preziose le lacrime di un padre che non le nasconde. :-)

Ti rispondo con mooooooooooltissimo ritardo: la carampana è una donna di strada vecchia, sfiorita, imbellettata in modo volgare. Ma ora anche queste non eistono più, ora ci sono le escort! :)
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