
(da www.origamimauro.it )
I concorsi letterari, voglio dire.
Sul sito dell'editore (Ottavio Navarra) che mi ha pubblicato "chimiche interiori" e (recidivo!) "fulminati", troverete il bando completo del concorso letterario "giri di parole". Fatevi un giro, qui

Si parla d'Israele, si parla di arabi, si parla di uomini, donne, deserto e sentimenti. Un gruppo bandistico di Alessandria d'Egitto, splendidamente naif nella sua uniforme azzurro cielo, viene scodellato in un aeroporto in terra d'Israele. Non c'è nessuno ad attenderli, il direttore della banda è un uomo pratico, anche se di pronunzia non perfetta, chiede informazioni sui bus per raggiungere la località che li attende e ovviamente finisce in un non-luogo in mezzo al deserto, abitato da esseri che sembrano presi da una collezione di casi quasi umani. La musica, e la semplice lingua delle emozioni aiuteranno questi musicisti prestati alla polizia egiziana a entrare in relazioni più o meno profonde con gli abitanti del posto, che li ospitano per una notte, in attesa del bus che l'indomani li porterà alla giusta destinazione. La notte. Piena di chiaroscuri, di bagliori nostalgici, di quella forte sensazione che ti fa dire "una cosa del genere è successa anche a me". La pellicola è realizzata con affetto, senza chiasso inutile, con una fotografia che si staglia contro il deserto fisico, facendo risaltare il miliardo di mondi nascosti dentro ogni uomo.Sembra che non accada nulla, invece non è così. Allora, piazzatevi davanti al vostro televisore, accendete il dvd, tiratevi sopra una copertina di pile che aiuta, e viaggiate nel flashback emozionale. Il regista è Eran Kolirin , il film è del 2007 e si intitola La banda. A me è piaciuto ( ma sono di gusti facili).




Si sa, esiste la sindrome da spogliatoio. Consiste in una drammatica riduzione dell'autostima quando, in palestra, ad allenamento terminato, i masculi vanno nello spogliatoio dei masculi e lì si denudano. E magari ci si guarda anche lì, proprio lì, per vedere se la propria dotazione di attrezzi è nella media. Spesso è sotto la media, ma bisogna anche considerare che col passare del tempo un pò s'atrofizza, tranne poi tornare ad essere efficace quando serve, ma questa è un'altra storia. Infatti non voglio parlare della sindrome da spogliatoio, e tuttosommato posso dire che non sono depresso, almeno non per questo motivo. Succede che mi sono accorto che i masculi, quelli giovani e ancora scalpitanti, hanno iniziato qualche anno fa un processo di depilazione progressiva. Praticamente, alcuni anni fa cominciarono con le gambe, ed io pensavo che in fondo, essendo ciclisti o triathleti, quei bravi ragazzi si depilavano le gambe per essere più aerodinamici (o idrodinamici). Poi, dopo qualche anno, i miei compagni di spogliatoio, seppure cresciuti di qualche anno ma sempre molto più giovani di me, si sono rasati il petto, le spalle e le ascelle. Vabbè, ho pensato io, evidentemente il torace villoso non va più di moda, e le giovani compagne dei miei giovani amici hanno chiesto ai loro masculi di deforestare la parte superiore del tronco. Però l'ultima evoluzione proprio non me l'aspettavo. Una massiccia defoliazione pure lì, si lì. Insomma, in quella zona del corpo che normalmente è contenuta dentro gli slip. Che quei due l'altro giorno mi sono sembrati due bambolotti porno-ken, e gliel'ho anche detto. In effetti, siccome quei due hanno il phisique du role, ho anche pensato che fossero stati arruolati nel giro del cinema hard-core. E gliel'ho chiesto. "alle nostre compagne piace così" hanno risposto prima l'uno e poi l'altro. E pensare che mi sono fatto crescere le basette.

(foto di medicineman)


volevate essere poligami? cliccate sul banner sopra.
E poi non venite a raccontare che tre mogli brontolano più di una sola.