
Onestamente, i tassisti non mi fanno grande simpatia; sarà anche un mio difetto personale, ma la sensazione è di essere permanentemente preso per il culo mentre utilizzo i loro servizi. E quindi quando i simpatici conduttori di autopubblica scioperano e fanno bordello contro il governo e contro i clienti, che restano comunque a piedi, mi fanno ancora meno simpatia. Tutti quelli che poi si sentono impunemente nel diritto insormontabile di vendere una licenza o una concessione, o di lasciarla in eredità, me ne fanno ancora meno. Invece di rompere i coglioni, che il mondo si deve modernizzare, pensino piuttosto a dotarsi di mezzi più puliti ed efficienti: non è ammissibile che ci siano cosiddetti taxisti che vanno ancora in giro con automobili di quindici anni fa tenute insieme dal fildiferro "va benissimo dottò, scusi il sedile sfonnato ma cò tutti sti ciccioni che prendo a bordo le molle hanno un pò ceduto". Non è ammissibile che la tariffa sia da concordare con la sibilla cumana piuttosto che col tassametro, e se c'è traffico "ahh la luna nera", non si sa quanto si spenderà. Uffa, ora i tassisti mi tratteranno ancora peggio.

dovrebbe avere un programma del genere (votantonio! votantonio!)

Me lo sto chiedendo da un pò. Non mi riconosco in quello che dicono e in quello che poi-contrariamente a quello che dicono-invece fanno. E divento intollerante. E mi incazzo. Vorrei evadere anch'io il fisco, ma è impossibile, sono un lavoratore dipendente, uno di quei coglioni che, subendo il prelievo alla fonte, pagano anche per quei furbacchioni che dichiarano diecimila euro di reddito e vanno in giro con la macchinona tedesca intestata alla società e si sollazzano sulla barca presa a leasing a nome della suocera. E poi non mi va più di essere compassionevole con i poveri immigrati che, poverini, hanno pagato cinque o diecimila dollari per venire traghettati in Italia. Ma dico, tutti quei soldi non potevano investirli diversamente? E sarò strano, ma non sopporto più i rom che scacazzano ovunque e strappano le piante e piagnucolano ai semafori, e se poi li incontri in autogrill mentre si trasferiscono sono belli tirati a lucido che ridono e spendono e si sentono inafferrabili. E forse non sono più di sinistra neanche io? E pensare che la carriera dei politici dovrebbe terminare a cinquant'anni è qualunquismo? E detestare questo reality di bassa lega che è diventata la politica televisiva, dove non si va a dire cosa si può fare e cosa si farà per il bene dei cittadini e della nazione, ma solo a sputtanare l'avversario di turno, e a dire che, quando c'erano loro nei cinque anni passati era tutto sbagliato e quindi prima si smantellano le opere fatte dal centrox e si fa la legge contro il conflitto di interessi contro un vecchio, che bene che gliela mandi l'ingegneria cellulare, altri cinque anni e fonde il cervello. Sì, forse non sono più di sinistra. O forse la sinistra non esiste più; o forse continua a pensare che la nazione è piena di proletari infarciti di rabbia sociale,e che tutto quello che sia benessere debba essere additato come orrendo segno di imperialismo. O forse no.

Forse qualcuno si aspetta che io commenti le elezioni comunali a Palermo. Non commento, non ci sono state le elezioni amministrative. Quando tutto si trasforma in ciò che si vede ora in giro, si deve decretare la morte ufficiale della politica. Domenica e lunedi non ci sono state le elezioni, ma una grande estrazione della ruota della fortuna con in palio i posti di sindaco e di consigliere comunale. A sentire i millequattrocento aspiranti candidati ad uno dei 38 posti in consiglio comunale, la massima aspirazione è il gettone da consigliere (che si aggira intorno a tremila euri mensili) e poi essere infilati in qualche commissione o assessorato di quelli dove girano "i piccioli", in modo da poter godere anche di qualche onesta e benmeritata mazzetta. Così le elezioni sono diventate un concorso pubblico, a chi ha comprato i tagliandi che portano più punti o più voti poi potrà contare su cinque anni di stipendio sicuro ed anche un bel pò di extrabonus.
La settimana scorsa parlavo con Danilo, un emigrante al contrario, che da Milano è sceso a Roma e poi a Palermo per far valere anche economicamente la sua laurea superspecialistica, ed abbiamo fatto la stessa riflessione, lui per i napoletani suoi concittadini, ed io per i palermitani. Che Napoli e Palermo senza i loro abitanti sono città bellissime, e c'è poco da fare, la gente non ha voglia di cambiare, e poi la mentalità levantina dello sbafo, del nessun interesse per la città, dove tutto è res nullius, sono malattie che non si eradicheranno mai.
Due giorni fa ho sognato che il giardino della mia casa di campagna era invaso da gufi che mi guardavano ossessivamente. Poi ho controllato nel libro della intepretazione cabalistica dei sogni a che numero corrisponde il gufo. Il numero è 16 ed il gufo è sinonimo di sfiga. Infatti oggi, giorno 16, si sono svolte le olimpiadi della sfiga tutt'intorno a me. Amen.

Certo, ognuno si diverte come può. Che se sei a Roma, e ti va di sfilare con Buttiglione, niente da dire. Oppure se vuoi farti, dico, qualche altra passeggiata, libero di farlo. Se poi, come me, ti trovi a passeggiare per Bruxelles mentre fa freschino e pioviggina, e cominci a sentire da lontano un beat profondo, e vedi che la gente va tutta in una direzione, e poi scopri che nel centro storico della città sfilano decine di camion farciti di amplificatori e casse gigantesche che sparano migliaia di watt, e nel frattempo persone sorridenti e allegramente equivoche ti mettono una collana di fiori di carta al collo, e drag queen di due metri ti invitano a ballare, non ci si può tirare indietro. Non avevo mai visto dal vivo un Gay Pride, e ieri ho colmato la lacuna, con buona pace dei signori del family day e quelli del dico day. Poi in aeroporto ho scoperto che con la biondina del check in Alitalia il mio fascino terrone funziona sempre. Ho fatto l'occhio da sarago arrostito chiedendo che mi tenesse distante dalla turbolenta scolaresca in ritorno dal viaggio di distruzione in Belgio. "La metto in business senza supplemento, è contento?" . Ebbene sì, il dio protettore delle hostess e delle addette al check in abbia in gloria la biondina di Bruxelles.

u picciriddu concentratissimo è. Il padre, io sugnu.