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ospitalità familiare a Palermo
martedì, 25 luglio 2006

E' in libreria.

se ne parla qui  e qui .

Ciò detto, questo blog informa che il suo autore va in ferie, abbandonando la torrida e impossibile Palermo per una più amena (si spera...) località delle basse Madonie. Vita prevista mare-campagna-mare e grandi ozii con le tende che svolazzano per il vento.

Il blog informa anche che i lavori riprenderanno a fine agosto. Buone (se possibile) vacanze a tutti.

medicineman-antonio.

postato da: Medicineman alle ore 17:22 | link | commenti (15)
categorie: storie
venerdì, 21 luglio 2006

extra crying

E' stato come se avessi visto qualcuno in un campo, vicino ad un razzo spaziale conficcato nel terreno. Mi sono fermato, sceso dalla macchina e andato a vedere che cazzo era successo. E c'era un tipo di extraterrestre, che piagnucolava, fisso, monotono, e dallo stereo del razzo uscivano dei rumori strani, come di organo farfisa per bambini taroccato o guasto. Ho guardato meglio l'extraterrestre, era thom yorke, e i suoni sono quelli del suo nuovo cd, "the eraser". A parte l'impatto emotivo di riascoltare dopo un sacco di tempo qualcosa di marca radiohead, nel cd-delusione-non ci sono i testi, la copertina è una specie di fisarmonica che prima di scovare dove sta il cd viene la depressione. E onestamente, il disco è noiosetto.

con buona pace dell'anima dell'extraterrestre yorke, invece di piagnucolare per undici tracce, era meglio chiamare gli amici e fare un pò di casino, o almeno mettere un fogliettino coi testi, dato che il cd non lo regalano.

thom yorke-the eraser.

postato da: Medicineman alle ore 22:49 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, opinioni
mercoledì, 19 luglio 2006

ne vogliamo parlare ancora?

 

 

Immaginate di avere un posto di lavoro pubblico, non so, bidello, primario ospedaliero, infermiere della usl, operaio dell'anas. Immaginate che ad un certo punto vi scocciate di stò lavoro e vi vendete il posto: non so, un posto di primario di neuropsichiatria per trecentomila euro, oppure il posto di operaio dell'anas per centomila. Oppure volete andare in pensione e chiamate il primogenito (di solito si chiama Isacco) e gli dite " Isacco, figlio mio, adesso vado in pensione ma non ti preoccupare che ti lascio il mio posto".

Sentite già le sirene delle ambulanze? la camicia di forza è già pronta? "c'è un equivoco" vi mettete a gridare, "mio cugino il tassista si è venduto la licenza comunale per duecentomila euro IN NERO e io mi voglio vendere il posto di primario". Vi stanno incannulando la vena con un litro di fisiologica e valium? Allora rincarate la dose "mio fratello il farmacista si è venduto la farmacia ottenuta con pubblico concorso al figlio per cento euro, il restante milione di euro è andato via in nero".

Beh ditemi in che manicomio vi hanno portato, che ci vengo pure io: in questo paese è pazzesco che farmacisti, tabaccai e taxisti possano vendersi il posto di lavoro e gli altri no. Lobbismo? Ah si grazie, non mi veniva la parola, grazie onorevoli della maggioranza e dell'opposizione...

postato da: Medicineman alle ore 18:07 | link | commenti (6)
categorie: opinioni, spiegatemelo voi, non tiratemi le pietre
lunedì, 17 luglio 2006

ne vogliamo parlare?

 

di taxi per esempio?

richiedo qualche spiegazione: viaggiare con le galline nel bagagliaio fa parte delle simpatiche folcloristiche usanze del taxista medio? dovere salire contorcendosi a bordo di utilitarie coreane è un velato invito a dimagrire? sorbirsi la domanda "quale strada facciamo dottò la tangenziale o tagliamo dal centro" quando l'autore della domanda stessa sa benissimo che se vengo da Città del Capo e sono a Bergamo non lo so quale strada è migliore. Sono un utente-non frequentissimo- di taxi, e credo che un pò di concorrenza farebbe bene, così quando si chiede una macchina grande per 4 persone e bagaglio e si presenta lo zio con la Brava lo si può mandare quel paese. Così forse non si aspetteranno 35 minuti "perchè è venerdì pomeriggio dottò, siamo tutti in giro".  Io la mia pietra l'ho tirata, mi scanso per evitare quelle di ritorno.

postato da: Medicineman alle ore 22:02 | link | commenti (5)
categorie: opinioni
lunedì, 10 luglio 2006

ventiquattro anni dopo

Nel 1982 c'ero, abitavo vicino ad un famoso penitenziario borbonico, e quando Tardelli la mise dentro e fece quei cinquantametri di corsa che sono rimasti marchiati nella memoria di chi ha visto, fu come se un terremoto scuotesse il quartiere; erano i detenuti che all'unisono gridavano GOOL. Ierisera ho dovuto saltare parte del secondo tempo ed i supplementari, a causa del fatto che tornava da un viaggio quello snob del mio figlio maggiore (c'è la partita? meglio, ci sarà poco traffico e faremo presto dall'aeroporto a tornare, ipse dixit). Sono ritornato in tempo per vedere i terribili calci di rigore. E mi è venuta in mente questa:

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

poi ho anche pensato:

cose da pazzi,

da zinedine zidane

una testata  a materazzi,

chissà che parole insane

avrà nell'orecchio soffiato

al francese scoppiato.

E a vedere gli arbitri con l'auricolare e il microfonino ho ripensato a Boncompagni che dava pensieri e parole ad Ambra. Qualche malpensante di francese avrà creduto che il terribile Moggi suggeriva anche qui. Comunque spero che duri, questa soddisfazione, questo futile orgoglio, questo sventolare di bandiere e di urla troppo a lungo represse. Ho visto casalinghe in camicia da notte e ciabattine sbattere coperchi di pentole, e dei senegalesi di due metri piangere abbracciati avvolti nell'italico tricolore. Certo, Pertini era Pertini, ma era l'82, io c'ero.

 

postato da: Medicineman alle ore 22:59 | link | commenti (5)
categorie: opinioni, storie
giovedì, 06 luglio 2006

cortesie vere e finte, ed altri suoni



"vuoi che ti lasci un acconto?" ho chiesto a Rosi, dopo che lei aveva finito di "prendermi le misure" per rifarmi un nuovo paio d'occhiali da sole (il precendente, dalla forma così blasè, si era autodistrutto per vecchiaia).
"no, non serve, ci conosciamo da così tanto tempo" ha risposto Rosi. In realtà, non avevo un euro in tasca, e poca voglia di anticipare (dice il saggio "cu paga prima mancia pisci fitusu"), e sono invece certo che Rosi lo avrebbe voluto, l'acconto, ma le buone maniere le hanno impedito di chiedermelo.
E ho riflettuto su come il modo di articolare le proprie azioni da parte degli umani ha influsso sull'economia.
Immaginiamo per un attimo che io desideri concupire la tizia che ho conosciuto ieri in aereo: se non fossi incrostato delle stratificazioni culturali e caratteriali le avrei detto direttamente: "mi presenti il tuo materasso matrimoniale? desidero divorare il tuo perizoma, e gustare quello che c'è dentro". Invece so che avrei agito differentemente: sms, telefonate, email, fioraio, profumeria, autolavaggio, benzinaio, farmacia, ristorante.
Se fossimo tutti più diretti il P.I.L. della nazione cadrebbe in picchiata.


garage.
Immaginate di stare tornando a casa gasati e senza voce dopo che la Nazionale del pallone ha strapazzato i poveri tedescucci. Immaginate che da dietro la saracinesca di un garage venga una musica , una di quelle che fanno tremare i neuroni, che incominciano uno screening delle possibilità.
Sono i Clash, dice la parte storica del vostro cervello. No, non sono i Clash, suonano in maniera simile, ed anche i testi si somigliano, ma non sono i Clash, dice la parte razionale del vostro cervello.
Allora non resta che mettersi a picchiare sulla saracinesca, nella speranza che qualcuno, fantasma o reale, apra e vi fornisca le delucidazioni necessarie.
Insomma, quando lunedì sera ho infilato nel lettore quel cd così giallo, che avevo adocchiato dal mio solito spacciatore, ed acquistato insieme ad un altro consigliato da mr. Tangerine man, ho proprio avuto l'impressione di una resurrezione dei predetti. Il gruppo si chiama Hard-fi, e vale i 15 euri necessari.



musica per matrimoni.
ho sempre considerato (opinione personale, quindi contestabile, per carità) gli Inxs come una simpatica band per suonare ai matrimoni. Poi in questi giorni ho sentito alla radio un brano dei suddetti, ed ho pensato, nella mia gigantesca ingenuità, che avessero raffinato il genere, che avessero cambiato rotta.
Così, lo confesso, oltre ad Hard-fi e Muse, ho prelevato dallo scaffale mieloso dello spacciatore una copia dell'ultimo degli inxs. Confermo, a parte la traccia che mi piaceva, è rock da matrimoni. Così imparo ad acquistare di fretta, spinto da crisi d'astinenza.
postato da: Medicineman alle ore 15:59 | link | commenti (10)
categorie: recensioni, opinioni